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Compagni …. di bicchiere?
Scritto da Lillo Lanzarone   
Cassazione: l’automobilista che guida ubriaco, in caso di incidente, può avere una colpa minore!
La quarta sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza numero 12361 del 2008, ha accolto il ricorso di un uomo emiliano condannato, in precedenza, per omicidio colposo e lesioni gravi a seguito di un incidente.
 
Infatti, il conducente-ricorrente ubriaco procedeva con  la sua auto, in piena notte, in un incrocio urbano alla folle velocità di 90 km orari entrando, pertanto, in collisione con un motorino sul quale si trovano due minorenni.
 
A causa dell’urto uno dei due minori  moriva mentre l’altro  subiva lesioni gravi.
 
I giudici di primo e secondo grado avevano (giustamente) attribuito la colpa dell’incidente esclusivamente al conduttore ubriaco.
 
Oggi, la Cassazione ha stravolto tale orientamento ritenendo che anche il “ciclomotorista doveva mettere in conto, nei limiti della normale prevedibilità, l’altrui condotta imprudente o negligente, e persino, imperita”.
 
E questo per mettersi in grado di porvi riparo evitando danni a se stesso e agli altri, tra i quali non vi è motivo di non ricomprendere anche il soggetto cui sia riferibile la condotta imprudente, negligente, imperita. Questa condotta va assunta particolarmente nelle aree di intersezione tra confluenti strade, essendo il punto ove più si addensano occasioni di conflitto tra utenti della strada.
 
La drammatica vicenda dovrà, ora, essere riesaminata dalla Corte di Appello di Bologna.
 
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