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SCACCO MATTO
Scritto da Piero Capizzi   
Sciacca. IL collegio giudicante ha inflitto 15 condanne per un totale di 170 e undici mesi di reclusione disponendo cinque assoluzioni. In carcere finiscono Giovanni e Filippo Campo imprenditori di Menfi mentre resta in carcere l’altro menfitano Vito Bucceri.
Image Il Presidente Enzo Agate ha letto il dispositivo pochi minuti dopo le 10,00 di giovedì alla fine di una camera di consiglio che si è prolungata per due settimane. Poche ore dopo sono arrivati i primi effetti della sentenza con l’arresto e la traduzione in carcere dei fratelli Giovanni (48 anni) e Filippo Campo (42  anni). Il primo condannato a 13 anni e 4 mesi di reclusione ed il secondo a 12 anni. I Fratelli Campo erano in libertà dal dicembre del 2008. Undici anni per associazione mafiosa anche per Giuseppe Morreale di Santa Margherita Belice e 12 anni al menfitano Vito Bucceri di 38 anni. Pasquale Ciaccio di S. Margherita B. 44 anni è stato assolto dall’accusa di estorsione, ma è stato condannato a 14 anni e 8 mesi per mafia. Queste le altre condanne: -Mario Davilla 45 anni (11 anni di reclusione), Antonino Perricone, 56  anni, (12 anni e sei mesi di reclusione), così come Giovanni Derelitto sessantenne a 15 anni di
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F.Campo
reclusione, tutti e tre di Burgio. Per Deleritto nei 15 anni di reclusione i giudici hanno rideterminato la pena comprendendo anche quella che ha già scontato per effetto della sentenza (Avana). Le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa sono state emesse dal collegio composto dal giudice Enzo Agate, Carmen Bifano e Stefania Garrisi a carico di Michele Di Leo 45 enne di Sciacca (9 anni e 3 mesi di reclusione), Vitino Cascio di 68 anni di S.Margh. B. (12 anni e 6 mesi di reclusione), Francesco Fontanna   73 anni di Partanna (12 anni e 6 mesi di reclusione), Giuseppe Falsone 40 anni di Campobello di Licata (10 anni e 6 mesi). Falsone considerato il numero uno di Cosa nostra agrigentina, da quando è stato catturato a Marsiglia ha seguito sempre in video conferenza le vicende del processo a suo carico e anche giovedì era collegato con il tribunale di Sciacca. Le pene più lievi sono state inflitte al 39 enne Giuseppe Clemente di S.M.B (4 anni per tentata estorsione) e Tommaso Militello 47 anni di Palermo (6 anni per estorsione). I cinque assolti sono oltre al consigliere comunale di Sciacca Domenico Sandullo di 54 anni,
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G. Campo
per i quali i PM avevano chiesto 4 anni di reclusione, accusandolo di avere omesso di riferire fatti a sua conoscenza, quando lo stesso era presidente della cooperativa Fornaci Virgilio; il sambucese Antonino Maggio 47 anni (I PM avevano chiesto per lui 21 anni di reclusione); i riberesi Biagio Smeriglia, imprenditore 47 anni e Nicolò Di Martino 73 anni ( i PM avevano chiesto 18 anni di reclusione). Smeriglia sul quale i PM avevano chiesto 18 anni di reclusione subito dopo la sentenza è stato rimesso in libertà. Per Di Martino l’accusa aveva chiesto 10 anni di reclusione. Il tribunale infine ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di Rosario Cascio 76 enne di S.M.B., per il quale i PM avevano chiesto 27 anni di reclusione, in quanto limitatamente al periodo ricompreso tra il maggio del 1994 e l’aprile del 1997, l’azione penale non doveva essere iniziata per l’esistenza di un precedente giudicato.
                                                                            PIERO CAPIZZI
 
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