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Gran faccia tosta
Scritto da Gianni Toffali   
In riferimento al richiamo alla moralità espresso dal Card. Bertone, Repubblica, il massimo organo di moralizzazione pubblica italiano ha titolato: “ La Santa Sede scomunica Berlusconi”.
Ciò che sconcerta non sono le parole di circostanza proferite dal segretario di stato vaticano, ma la vergognosa azione di sciacallaggio operata da un media il cui nemico numero uno (dopo Berlusconi) è la Chiesa Cattolica. Evidentemente il vizietto della strumentalizzazione è connaturale ad una certa cultura di estrazione laicista ed anticlericale. Ma vendendo ai fatti, il giornale diretto da Ezio Mauro, può spiegare agli italiani come riesce ad “armonizzare” le accuse a Berlusconi di accompagnarsi a prostitute e la contemporanea pubblicizzazione di “accompagnatrici” e “massaggiatrici” nell’edizione web Repubblica Annunci? E’ “morale” e soprattutto legale, pubblicare annunci che parlano di “servizi professionali” e di “relazioni” che esplicitamente si riferiscono al mestiere più antico del mondo? O Repubblica pensa che usando l’espressione moderna accompagnatrice, massaggiatrice o escort, d’incanto, l’immorale pratica del meretricio assuma un carattere morale? Che differenza passerebbe dunque tra i fruitori dei “servizi” di Repubblica (i suoi lettori) e il donnaiolo Berlusconi? E che differenza passerebbe tra chi promuove la prostituzione sotto mentite spoglie e l’utilizzatore finale? Come noto, la Polizia italiana ha oscurato centinaia di siti che favoriscono la prostituzione. Per fare un esempio, il 3 luglio 2009 la Polizia ha messo fuori uso il sito “Piccoletrasgressioni.com”. Nello stesso giorno sul portale della Polizia di Stato veniva scritto che “ Il giro d’affari è stato quantificato dagli investigatori in milioni di euro, con quasi cinquemila inserzioniste al mese che incassavano tra i 100 e i 150 mila euro per ogni prestazione”. Per una mera questione di trasparenza, non sarebbe il caso che il quotidiano fustigatore dell’immoralità pubblica e privata, rendesse pubblici gli utili derivanti dagli annunci delle "accompagnatrici"? E la Polizia italiana, potrebbe spiegare ai cittadini quale criterio viene applicato nella scelta dei siti “squillo” da oscurare? La par condicio (espediente retorico tanto cara alla sinistra) non imporrebbe parità di trattamento nella lotta alla prostituzione? Il mercimonio dei corpi è immorale, l’ipocrisia non è da meno!

Gianni Toffali   Verona
 
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