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Chi è senza peccato ...
Scritto da Gianni Toffali   
“Calunniate calunniate, qualcosa resterà” consigliavano i padri dell’illuminismo Bacone e Voltaire ai loro discepoli anticlericali affinché demonizzassero la religione cattolica.
Consiglio fatto proprio, nonostante l’incompatibilità ideologica, dall’organo ufficioso della sinistra italiana, vale a dire Famiglia Cristiana, per accelerare la caduta del governo Berlusconi. In Italia, è prassi consolidata che i nipotini di Stalin saldamente affratellati ai cattolici adulti (quelli che hanno scambiato il Concilio Vaticano II per un Vaticano III), quando non riescono a gabbare gli elettori con le armi della dialettica e della democrazia, provano ad annientare gli avversari con tutti i mezzi immaginari possibili, compresi quelli moralmente riprovevoli. Dopo il fallimento degli amici magistrati in casacca rossa, le truppe cattoprogressiste hanno pensato di disarcionare il cavaliere nero laddove, si sa, è più “debole”: le donne. Per sua stessa ammissione, il più amato e votato dagli italiani, ha però onestamente ammesso di non essere un santo. Se ai sinistri “moralizzatori”, vale a dire coloro che alle donne prediligono i “diversamente orientati” venisse chiesta la prova del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, se ne vedrebbero delle belle. Onestà intellettuale pretenderebbe che le abitudini individuali di un qualsivoglia cittadino venissero lasciate nell’ambito della sfera privata. Purtroppo in Italia la politica  va di pari passo con la mutazione dei costumi, cioè “diversamente funzionante”. La decadenza morale in cui l’Italia massonico risorgimentale è finita, ha generato uno stato di cose per cui fare gossip equivale ad un atto politico. D’altra parte, se la stessa Famiglia Cristiana ha diagnosticato che in virtù delle frequentazioni femminili, Berlusconi è un malato , come pensare di innalzare il livello culturale ed etico degli italiani? E per rimanere sul piano della corretta informazione, qualità che dovrebbe contraddistinguere un media cattolico, è possibile sapere le ragioni per cui Famiglia Cristiana non ha speso una parola circa i gusti sessuali di Boffo, Vendola, Marrazzo e Sircana? Par condicio non avrebbe preteso che almeno si parlasse di “piccoli malati”? O forse il settimanale pluricommissariato dal Vaticano per posizioni contrarie al Magistero ritiene che il “vizietto” delle donne sia più grave dell’accompagnarsi a gay, trans, effeminati e travestiti?

Gianni Toffali  Verona
 
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