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OPERA IN CORSO
Scritto da Giovanni Bonanno   

La “Cattedrale verde” sul monte Arera Oltre il Colle

Dopo due anni di attesa è pronta  la «cattedrale verde» voluta dal Parco delle Orobie. 

Ideata dall’artista lodigiano Giuliano Mauri (morto nel 2009), sorge in località Grumello, a circa 1.200 metri di quota, sulla strada che dalla Plassa porta alle pendici del monte Arera, a Oltre il Colle. La struttura in legno di sostegno con le prime piante, sarà  già pronta entro fine agosto. La cattedrale Vegetale alta da 8 a 15 metri, lunga 29 e larga 24, per 650 metri quadrati di superficie, 5 navate e 42 colonne di rami intrecciati, alti sino a quindici metri; all’interno di ogni colonna  è stato piantato un faggio. Le piante crescono cinquanta centimetri all’anno, tramite potatura annuale formeranno nel tempo una vera e propria cattedrale. Circa venti anni, la natura prenderà il sopravvento, gli artifici costruiti, per accompagnare la crescita delle piante marciranno lasciando il posto ai faggi, un’architettura interamente ecologica dove ciò che non è più necessario si corrode. Il processo, l’ideazione, la costruzione e l’evoluzione è in perenne movimento.  
Image Ma cos’è la «cattedrale verde» o «cattedrale vegetale» che sorge in Valle Serina? E un’opera d’arte, realizzata con alberi e rami, che assumerà, appunto, la forma di una cattedrale, a cinque campate. Un connubio di arte, natura e spiritualità, voluto per valorizzare il monte Arerai. Tempo tre mesi e si potrà vedere la struttura in legno, di per sé già bellissima con le prime piante, carpini e altri alberi autoctoni, alti circa due metri. Poi la “cattedrale”, con i suoi intrecci di rami, crescerà di anno in anno, assumendo colori diversi a seconda delle stagioni».
Un percorso, quello della «cattedrale», iniziato peraltro due anni fa: era il luglio 2008 e, in località Plassa, veniva realizzato e inaugurato in grande stile il portone d’ingresso della struttura. «Ma i tempi si sono allungati.  Giuliano Mauri aveva già fatto alcuni sopralluoghi e aveva in mente cosa realizzare: quelle idee ora verranno portate avanti dal figlio Roberto e  da Paola  Tognon.
Mauri, scomparso nel maggio 2009, divenne famoso proprio per le sue architetture naturali, realizzate con rami e tronchi di legno. Tra le sue opere più famose un’altra «cattedrale verde», quella realizzata a Borgo Valsugana nel 2001, in Val di Sella (Trento) per la manifestazione di arte contemporanea «Artesella». Ma quella che sorgerà a Oltre il Colle sarà ancora più grande.
Image  SCHEDA: La «cattedrale verde» sorge in Comune di Oltre il Colle, in località Plassa (Grumello), lungo la strada che porta sull'Arera, dove si trova il rifugio «Capanna 2.000».
5 navate, 42 colonne, 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno 6 mila metri di rami di nocciolo e 42 piante di faggio, altezza max navate 13 m, lunghezza 28.5 m, larghezza 24 m.
Per la «cattedrale vegetale» non viene impiegato materiale che non sia legno e che non provenga dai boschi delle Orobie.
Pali di abete – Nel cantiere è previsto l’utilizzo di 1.800 pali di abete.
Rami – Sono di castagno i 600 rami impiegati per costruire la «cattedrale».
Nocciolo – È stato calcolato che occorrano rami di nocciolo per la lunghezza di circa 5-6.000 metri.
Faggio – L’opera sarà completata con la messa in posa dentro le colonne di 24 piccole piante di faggio.
Quota – La «cattedrale vegetale» si trova all’altezza di 1.345 metri.
Misure – Lunghezza della «cattedrale»: 28,5 metri; larghezza: 24 metri; altezza massima: 13 metri; altezza minima: 5 metri; numero delle navate: 5; larghezza navata centrale: 5,50 metri; altezza massima della navata centrale: 13 metri; larghezza delle prime due navate laterali: 4,50 metri; altezza massima delle prime due navate laterali: 8 metri; larghezza navate laterali esterne: 4 metri; altezza massima navate laterali esterne: 5 metri; numero delle colonne: 42; numero dei fusti per colonna: 8; diametro colonne: 1,50 metri.
La «cattedrale verde» sorge in Comune di Oltre il Colle, in località Plassa (Grumello), lungo la strada che porta sull’Arera, dove si trova il rifugio «Capanna 2.000»
Come si presenterà alla fine? Non lo sapremo mai perché nel giro di una generazione o poco tutto il legno sparirà, decomposto dall’azione delle stagioni e delle intemperie; resteranno i 42 alberi di faggio che, piantati all’interno delle strutture dei pilastri, saranno liberi di crescere. Non più presente l’intreccio originale dei vari elementi in legno, saranno i faggi sempre più robusti a indicare con il loro allineamento la mano dell’uomo, in un processo del tutto naturale.
Il 2010 è stato scelto per il completamento e l’inaugurazione dell’opera in quanto proclamato dall’Onu «Anno della biodiversità.
 
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