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Il Segreto di Fatima
Scritto da Gianni Toffali   
Parlando dei segreti di Fatima durante il viaggio in Portogallo, Benedetto XVI   ha dichiarato  che “ la profezia sul papa ucciso e il macello di cardinali e vescovi riguarda non il passato, ma il nostro futuro prossimo”.
Grandissima delusione e grande panico per quella parte di curia accomodante, conciliante, buonista e irenista che sino al giorno prima della clamorosa rivelazione di Ratzinger, aveva fatto carte false per far bere all’opinione pubblica che il terzo segreto di Fatima riguardava il passato. E pensare che il Segretario di stato cardinal Sodano, il 13 maggio 2000, nell’annunciare solennemente al mondo la pubblicazione del terzo segreto, spiegando che coincideva con l’attentato al papa del 1981 e le persecuzioni del Novecento, disse: “Le vicende a cui fa riferimento la terza parte del ‘segreto’ di Fatima sembrano ormai appartenere al passato”. Pure il successore Bertone a pagina 79 di un suo volume se ne uscì fuori con un perentorio “L’accanimento mediatico è quello di non volersi capacitare che la profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato (l’attentato al papa). Non ci si vuole arrendere all’evidenza”. Ora invece papa Benedetto XVI ci ha spiegato l’esatto opposto, che cioè il terzo segreto riguarda eventi successivi all’attentato del 1981, come l’attuale scandalo della pedofilia e anche eventi che stanno tuttora nel nostro futuro. E’ facile intuire lo sconcerto di quella parte di chiesa progressista, tanto severa, inquisitoria e giustizialista con i “colleghi” del passato (vedi il plauso per il mea culpa del papa polacco, cui però l’attuale successore di Pietro prese le distanze), quanto acquiescente, conciliante e omertosa con il clero del presente. E giusto per essere più esplicito, alludendo alla probabilità di un quarto segreto di Fatima sino ad oggi maldestramente occultato dalle gerarchie vaticane, papa Benedetto ha aggiunto che” Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”. Che alludesse alla cosiddetta crisi della Chiesa? E’ facile intuire che il papa si riferiva ai lupi travestiti da pecore citati dai vangeli, vale a dire a quella nutrita schiera di falsi ministri di Cristo, che pur operando in seno alla Chiesa, la usano per fini impropri e personali (pedofilia, carriera, arricchimento, etc) e soprattutto per infangarla e delegittimarla dall’interno. “Le sofferenze della Chiesa che si annunciano” dunque, altro non sono che le conseguenze del tradimento perpetrato da non pochi ecclesiastici che hanno preferito consegnarsi ed arrendersi alla logica e alle lusinghe (tentazioni) del mondo, piuttosto che rimanere fedeli al bi millenario Magistero della Chiesa. Ora che il Pontefice ha aperto una porta che molti volevano lasciare chiusa (a dire il vero, già spalancata dalla denuncia che fece nella Via Crucis del 2005 riguardante la molta spazzatura presente nella Chiesa), non sarebbe auspicabile che Benedetto XVI si adoperasse a portare a termine un’operazione di pulizia che non tocchi prettamente la piaga degli abusi sessuali (a detta di molti, il male minore), ma anche nel mettere un freno ai ben più gravi peccati di apostasia e di false dottrine cattoliche, proclamate da troppi ecclesiastici infedeli e impostori?

Gianni Toffali   Verona
 
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