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Aborto elettorale
Scritto da Gianni Toffali   
Se qualcuno (gli invidiosi) s’è ficcato nella testa che la Lega sia l’espressione del più becero egoismo padano, e che la sua incredibile ascesa sia ascrivibile a fattori prettamente territoriali, economici, imprenditoriali e sociali, si deve totalmente  ricredere.
In Piemonte infatti, il neo governatore Cota ha già annunciato due importanti provvedimenti di carattere squisitamente etico: lascerà “marcire” nei magazzini le pillole abortive RU 486 e toglierà il finanziamento pubblico al gay pride. E’ facile preconizzare che Cota sarà sottoposto ad un fortissimo fuoco di fila da parte dei nemici della vita (gli abortisti) e della moralità pubblica (le lobby gay). Se riuscirà a mantenere la promessa, il pro life in camicia verde, difensore dei valori non negoziabili, avrà alla fine del suo mandato, la non piccola soddisfazione di aver salvato migliaia di vite umane altrimenti destinate all’esecuzione capitale mediante avvelenamento chimico. La pericolosità sociale ed assassina della RU 486 è attestata, oltre che oltre dall’uccisione certa della vita nascente, parimenti dalle decine di donne morte durante il trattamento abortivo. Ne sa qualcosa l’ex governatrice Bresso, che in seguito alla sua pervicace volontà nel volerla liberalizzare in tempi brevi, è stata politicamente “abortita” dagli elettori che hanno preferito la cultura della vita, al relativismo funesto e immorale a cui la sinistra è morbosamente aggrappata.

Gianni Toffali  Verona
 
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