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Risorgimento dopo 150 anni
Scritto da Gianni Toffali   
In apertura delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il presidente Napolitano ha detto “basta alle volgarità sulla Storia del Risorgimento”.
Detta da un non cattolico, l’accusa ha una sua ragion d’essere. Peccato che da una prospettiva cattolica il processo storico di unificazione dal 1848 al '61 si svolse in una vera e propria guerra di religione anticattolica condotta nel Parlamento di Torino  dai liberali e dai massoni. Benché sui testi di storia scolastici (scritti dai vincitori) non se ne trovi traccia, va ricordato che i liberali abolirono tutti gli ordini religiosi della Chiesa di Stato, spogliarono di ogni avere le 57.492 persone che li componevano, soppressero le 24.166 opere pie, lasciarono più di 100 diocesi senza vescovo, imposero al clero l'obbligo di cantare il Te Deum per l'ordine morale raggiunto, vietarono la pubblicazione delle encicliche pontificie, pretesero fossero loro somministrati i sacramenti nonostante la scomunica, e, come se nulla fosse, si proclamarono cattolici. E allora, diciamola una volta per tutte: Il Risorgimento fu il più grande e spietato attacco al cattolicesimo e alla società cristiana mai avvenuto nel corso della storia italiana. I fatti che non si vogliono ricordare di una vicenda tutta da riscrivere. Altro che volgarità!

Gianni Toffali  Verona
 
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