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Sgamato il bluff di Menfivive
Scritto da Geronimo   
Che dietro l’anonimato dei numerosi commentatori si nascondessero i pochi utenti-soci di Menfi vive, era molto discusso in città. I visitatori del blog dell’associazione Menfi Vive lo avevano capito ormai da tempo.
E anche gli stessi blogger (coloro che scrivono sui blog) ci avevano fatto ormai l’abitudine, tant’è che molti avevano rinunciato a scrivere.
Ciononostante, il sito dell’associazione, in questi mesi, è stato molto consultato, diventando uno dei blog più visitati dai menfitani. Per ben due volte il blog è stato oggetto dell’intervento di due legali che hanno dovuto tutelare la rispettabilità e l’onorabilità di persone, ovviamente estranee all’associazione, diffamate e offese con dei commenti a dir poco discutibili, coperti sempre dall’anonimato di autori dal soprannome ogni volta diverso.
Quando ci fu l’intervento del primo avvocato, con una diffida scritta, rispose Vincenzo Buscemi, come leader dell’associazione, che si disse pronto a cancellare qualsiasi commento “lesivo” (LIBERTA’ DI PAROLA O CENSURA, 24 giugno ’09).
Qualche giorno fa, l’intervento del secondo avvocato per la rimozione di altri commenti infamanti: questa volta l’associazione fa rispondere ad un proprio legale, giunto da Cosenza,  il quale questa volta, non fa rispondere più al Buscemi, ma fa dire che esiste un “gruppo di lavoro” che esamina i commenti e “l’eventuale responsabilità del gruppo di lavoro, non sorge ex se per la pubblicazione di post ma, eventualmente, solo per la mancata eliminazione di contenuti lesivi”.
Cosa c’entra?
Forse nulla. Ma è un elemento che va tenuto in considerazione per spiegare la vicenda successa tra la sera del 2 e la mattina del 3 dicembre.
Sempre sul blog di Menfivive, tra i commenti all’articolo sulla protesta degli agricoltori (Anche gli agricoltori riconsegnano le tessere elettorali) “qualcuno” imbastisce una polemica sugli amministratori Settesoli. In particolare si lascia intendere che questi abbiano delle particolari convenzioni con una concessionaria di automobili. Ma, forse inaspettatamente, interviene qualche blogger autentico che scrive cose differenti ed ecco che si rompe il giocattolo, si è istaurato il vero contraddittorio, bisogna intervenire! Chi la pensa diversamente deve essere ridotto in minoranza o insultato o diffamato (a meno che non intervenga il “gruppo di lavoro”…).
Il socio-utente di menfivive rilancia senza avere il punto ed è tana: accusa l’“intruso” di scrivere dalla cantina, gli ha letto l’IP (un Indirizzo IP è un numero che identifica univocamente un computer collegato a una rete informatica che comunica utilizzando lo standard IP), è stato più forte di lui!
Ma non lo doveva dire! Sgamato!
Il bluff di Menfivive è stato scoperto!
Ecco il botta e risposta che nessuno si aspettava:
Image
Image
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- come mai, come mai !!!!!!! [Menfi Vive(?)]
come si vede anche forse dall’IP che sei della cantina.
- mriacati di vinu bonu !!!!
x come mai
tu come fai a vedere l’indirizzo IP di chi scrive il messaggio, si sa’ che lo puo’ vedere solo l’amministratore del sito o no ?
Finalmente abbiamo capito e avete fatto capire anche agli altri il vostro gioco, fate commenti sotto mentite spoglie e siete sempre voi a lasciare i commenti buttando la colpa agli altri.
Bravi questo e’ menfi vive , chiudete ve lo consiglio
che figura avete fatto
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In effetti il malcapitato intruso ha ragione, perché solo gli amministratori dei siti (o i gruppi di lavoro, come suggeriscono ora i legali cosentini) possono rintracciare gli indirizzi IP dei commentatori: chi scrive un messaggio lascia sempre una traccia del proprio passaggio.
In pratica, facendo una breve ricerca su internet abbiamo scoperto che ogni blog ha a disposizione un “applet”, cioè un programma eseguito all’interno di un altro software in grado di tracciare gli indirizzi IP dei messaggi.
È possibile risalire ai dati di interi siti (con programmi chiamati "whois", letteralmente "Chi è").
Anche i Firewall sono dotati di tracciabilità (detta backtrace) tipo whois per risalire all'IP di un eventuale servizio bloccato.
Gli esperti dicono che non è, però, possibile tracciare una singola parte di un sito (nel caso un messaggio) se non tramite applet inserite nel sito dal proprietario stesso e utilizzabili solo da lui.
In pratica l’amministratore potrebbe anche decidere di mettere in chiaro, in ogni post, l'indirizzo IP utilizzato dall'utente, ma questo violerebbe le leggi sulla privacy…
Ed è proprio grazie ad un applet all’interno del blog che il socio-utente di menfivive avrebbe potuto leggere l’indirizzo IP del blogger. Ma c’è chi è stato più sveglio e ha scoperto il giochetto: “fate commenti sotto mentite spoglie e siete sempre voi a lasciare i commenti buttando la colpa agli altri”.
Scacco matto!
Geronimo
 
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