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Uniti per un futuro...antico.
Scritto da Geronimo   
Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’Idv, in una conferenza stampa, a Palermo, ha presentato 10 consiglieri comunali e di circoscrizione che sono passati nelle fila dei dipietristi.“Queste nuove adesioni sono il segno - ha detto Orlando - di un partito legato ai valori del territorio”.
Il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale Idv, ha detto che in Sicilia i tesseramenti sono aumentati: “Siamo una grande squadra, con 1.500 amministratori in tutta Italia. Ci prepariamo così al prossimo congresso del partito, a Roma il 5-6-7 febbraio”. (AGI)
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A Palermo oltre al sen. Fabio Giambrone e all’on. Orlando, sono intervenuti l’on. Ignazio Messina, responsabile nazionale Enti Locali, e Salvatore Messana, responsabile regionale Enti locali a presentare i menfitani Enzo e Nino Buscemi, il primo leader di un associazione dichiaratamente lontana dagli schemi partitici, il secondo ex Assessore, ex Sindaco e Presidente del consiglio col Partito socialista.
Questi trànsiti mi hanno subito riportato alla mente le scene di un film, espressione di un mondo in cui la politica era ancora un fatto molto serio, in specie quando si militava da una certa parte della barricata. "Baarìa" di Tornatore è un suadente affresco di vita italiana, dipinto negli anni a cavallo tra il regime fascista e la fine della seconda guerra mondiale.
Nella pellicola, accanto a pale di povera vita siciliana, è possibile assistere alle vicende di un giovanissimo che - da adulto - diventerà comunista doc (proprio come potevano essercene all'epoca). Dall'intera vicenda emerge un quadro che mi è penetrato nell'intimo tanto profondamente da commuovermi. Si tratta del "rito" della consegna delle tessere sormontate dal simbolo della falce e del martello, stampigliate con la povera grafica del tempo. Dopo che il protagonista ha ricevuto la sua dalle mani del segretario, qualcuno tra quanti si ritrovavano seduti nella sezione per la cerimonia s'informa - ad alta voce - e chiede come mai tra gli aspiranti da iscrivere non era stato chiamato pure Tizio.
E, a suo favore, quasi per sottolineare l'ingiustizia patita, dice: "Compagno, guarda che quello è uno che l'Unità la legge tutti i giorni!". "Lo so - risponde quel dirigente - ma si tratta pure di uno che è in condizione di ‘sucarsi' due uova ogni mattina".
La frase non è stata buttata lì per caso dagli accorti sceneggiatori di un'opera già candidata all'Oscar. Certe parole potrebbero essere incise nella pietra in quanto indicative di un modo di pensare (oggi immediatamente liquidato con il frusto aggettivo "vetero") che, all'epoca, apparivano fondate su di un senso di appartenenza che rendeva tetragona ad ogni ragionamento contrario ad un'ideologia che, proprio per tale fideismo, è stata in grado di durare sino a qualche decennio fa, prima che avesse inizio la "crisi" di identità coincisa con il frequente cambio di nome del partito, sino alla confluenza in esso di una parte delle forze cattoliche. In definitiva, l'ignoto segretario di sezione del film su Bagheria voleva dire che soltanto chi non ha pane può sapere quanto sia brutto patire la fame; e, di conseguenza, conoscere (sino in fondo) i problemi reali di chi comunque deve campare ogni giorno.
Esaurita questa doverosa premessa, vediamo cosa è cambiato da allora ad oggi, ma soprattutto cerchiamo di capire sotto quali sembianze si sia atteggiato il modo d'essere di una sinistra - un tempo diversa - che oggi presume soltanto di essere tale.
Presentemente, l'impressione è quella di trovarsi di fronte ad uno schieramento nelle cui file saranno tutti benvenuti, persino coloro che avessero mostrato - a piene mani - di essere sforniti di qualsivoglia tipologia di convinzione ideologica.
Se l'assunto non fosse vero, come sarebbe possibile giustificare quanti, per rimaner attuali, dopo di aversi combattuto aspramente sulla privatizzazione dell’acqua nel 2002-2003, dopo di essersi unilateralmente apparentati col centrosinistra e col centrodestra nel 2008, han fatto fagotto per aderire ad altro "raggruppamento", optando per altri "valori" di fondo, rappresentativi di un'opzione diretta verso strade più agevoli da percorrere per chi intenda soltanto scalare il potere ma non servire il popolo?
In sostanza, la cognizione quotidiana dell’andazzo delle cose nazionali avrebbe consentito di bypassare, senza rimpianti, le esigenze degli elettori, di tale che esse vengono agevolmente posposte agli obiettivi personali. "Valori" ben più tangibili, conseguibili con maggiore facilità assieme a Tonino Di Pietro, che verrebbero in dote a ciascun transfuga dopo di avere occupato una "poltrona", seppure sulla scorta di meriti e di competenze ignoti a tutti.
Oggi i futuri adepti vengono "arruolati" in uno strano modo: e films quali "Baarìa" difficilmente possono somministrare insegnamenti; al massimo dolci ricordi, e forse soltanto in chi si sia sempre battuto per altre visioni della vita, pur rispettando nell'intimo le vedute altrui. Ancora nel 2009, tutto avviene esattamente come ai tempi della reviviscente Democrazia cristiana. I vari capi-cordata idv vanno alla ricerca della "carne da cannone", vale a dire di coloro che debbono aiutarli a conquistare lo scranno della nomenclatura che sta più in alto. Il tutto in cambio di un piattino di lenticchie. Ma stavolta il risultato finale è ben diverso. Un tempo, quelli che si nascondevano dietro lo scudo con la croce, ove avessero accumulato cento tessere (comprese quelle intestate a qualche defunto), alle elezioni erano capaci di triplicare quel numero in voti sonanti. Oggi, invece, i personaggi su cui stiamo meditando camminano come il gambero; e, se siano riusciti a raccogliere cento adesioni, alle elezioni saprebbero cumulare a mala pena cinquanta suffragi.
La verità è che fare tessere in questo modo vuole dire soltanto continuare a mantenere in vita un sistema che ha portato tantissimi compagni (?) alla disaffezione; e, bene spesso, chi si iscrive lo fa esclusivamente per conseguire valori materiali immediati che fatalmente - ove non avessero a tradursi nella realtà - porterebbero ad ulteriori diàspore che hanno pochi precedenti nella storia di un partito che, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuto essere diverso rispetto agli altri.
Geronimo
 
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