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Lutto nel mondo della poesia
Scritto da Lucia Mazzara   
Menfi 01/10/09 - Muore la grande poetessa Alda Merini
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Alda Marini e Lucia Mazzara
Alda Merini si è spenta nel tardo pomeriggio di oggi, 1 dicembre 2009, lasciando un grande vuoto nella letteratura italiana e straniera. Le numerose raccolte poetiche costituiscono un patrimonio artistico di grande valore, pronto a suscitare nei lettori forti emozioni. La vita di Alda Merini è stata molto travagliata. La poetessa nasce il 21 marzo del 1931 a Milano, dove trascorrerà quasi tutta la sua vita. «Sono nata il ventuno a primavera/ ma non sapevo che nascere folle/ aprire le zolle/ potesse scatenar tempesta…» (da “ Sono nata il ventuno a primavera”). Parlando della sua maternità disse: «Sono una madre morale, mentale, custode dei figli…».
Cominciò a scrivere a soli quindici anni, frequentando giovani poeti, tra i quali Giorgio Manganelli, con il quale visse un amore pieno di contraddizioni. “A te Giorgio/ noto istrione della parola/ mio oscuro disegno/ mio invincibile amore…..” (da “A Manganelli” di A.Merini).
Poi vennero gli anni del manicomio: «Quando mi ci trovai credo che impazzii sul momento stesso…Dai miei visceri partì un urlo lancinante…». Il manicomio fu un momento di estrema solitudine e grande sofferenza, un inferno la cui legge è ignorata dagli uomini. Dopo la morte del marito e il recupero psicologico, iniziò la corrispondenza con Pierre, che sposò nel 1983. Le divergenze con i figli di Pierre la costringono a fare rientro a Milano. Una volta tornata nella sua città, frequentò gli amici di un tempo, giovani e gente della strada. Quando ho parlato con lei, a febbraio di quest’anno, nella sua casa lungo il naviglio, le ho chiesto se la vita è poesia, per una scrittrice, come lei, abituata a trasformare in versi ogni piccola sfumatura delle sue emozioni. La risposta mi rattristò, provai un grande sconforto quando mi suggerì di non scrivere più. «La poesia è stata una grande delusione- mi disse- scrivere non ha senso». Continuando la nostra conversazione capii il significato delle sue parole. Tuttavia, quando le confessai che scrivere, per me era un bisogno, una necessità quasi vitale, allora aggiunse: «Scrivi solo per te stessa, non pensare di scrivere per gli altri». Aveva ragione, la poesia è qualcosa di così intimo che anche se altri la leggeranno, nessuno riuscirebbe a cogliere l’emozione di chi scrive. Adesso che la grande poetessa non c’è più, si pensa ai funerali di Stato e al luogo che raccoglierà il suo corpo, però la donna Alda Merini si sentiva sola e in questo mare di solitudine ha chiuso i suoi giorni. Di lei conservo gelosamente le parole che ci siamo dette, ma soprattutto l’emozione e la gioia di averla conosciuta.
 
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