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E' ad una svolta il PD ?
Scritto da Geronimo   
“…il nuovo PD che verrà fuori da questa stagione congressuale dovrà trovare una nuova rotta da seguire per la sua azione politica. Dopo più di un anno di “adattamento” al compito di minoranza, il partito che ha amministrato Menfi per più di dieci anni dovrebbe ritagliarsi un ruolo diverso rispetto a chi fa opposizione da posizioni grillo-dipietriste come MenfiVive … Non ci si può adagiare su una regia politica populistico-demagogica, e nel PD sanno bene che “nessun vento è favorevole a chi non ha una direzione”.
Avevamo finito così l’ultimo articolo sulle primarie del partito democratico di domenica scorsa.
Primarie che sebbene nei risultati abbiano rispecchiato il trend regionale, hanno deluso sull’affluenza: solo 431 votanti hanno partecipato alle primarie menfitane, a fronte dei 625 tra soci ed elettori Sambucesi; addirittura impresentabile il raffronto con i 438 di Montevago e dei 449 di Montallegro (due comuni di circa 3000 abitanti).
    Un risultato che i dirigenti democratici locali hanno analizzato a fondo in questi giorni ponendosi queste domande: è stata poco incisiva la “battaglia” in consiglio comunale o semplicemente al Pd menfitano manca una seria linea politica di “Alternativa”? A dare una mano ai dirigenti locali è stato subito il neo segretario nazionale: Bersani, nella sua prima dichiarazione, ha sottolineato un problema che può risolversi in una soluzione per il partito: «Preferisco che il Pd si definisca un partito dell’alternativa piuttosto che dell’opposizione, perché l’alternativa comprende anche l’opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla».
E anche sul tema delle alleanze il neosegretario ha dato delle dritte anche ai dirigenti locali del suo partito: «Noi e Idv abbiamo due modi diversi di fare opposizione, questa caratteristica rimane - ha detto il segretario del Pd - Con Di Pietro ci sono delle differenze, a volte sono state anche acute e possono tornare ad esserlo se usa certi toni, ma dobbiamo prenderci la responsabilità di dialogare e trovare punti di convergenza economici e democratici».
Una presa di distanza netta, insomma, che il gruppo consiliare locale ha subito posto in essere isolando il Di Pietro locale nell’ultima seduta del civico consesso. Giovedì, infatti, più volte il partito democratico ha votato per la città e non contro qualcuno, come aveva fatto fino a poco tempo fa: giovedì il Pd (e per la cronaca anche gli altri consiglieri di minoranza Romano, UDC, Ardizzone, MPA, e Giuseppe Palminteri, NUOVI ORIZZONTI) non ha votato contro il debito fuori bilancio derivante da una sentenza del 2000, e quando non ha approvato la ricognizione dello stato di attuazione dei programmi lo ha fatto motivando il ritardo dell’invio del carteggio che avrebbe potuto determinare – a detta del consigliere Santacrocre – «una programmazione condivisa anche con la minoranza». Proposta che è stata subito colta dalla maggioranza: «È condivisibile la proposta Santacroce – ha dichiarato il consigliere Clemente – che l’amministrazione deve tenere debitamente in conto».
Si è poi passati al dibattito sulla manifestazione dell’anno scorso Menfish  richiesto dai due consiglieri Palminteri Saverio ed Buscemi Vincenzo. Quest’ultimo, che in un primo momento voleva ritirare il punto per fare un convegno ad hoc, ha criticato con veemenza la manifestazione: «nonostante il Comune non ha esborsato un centesimo – è l’anima dell’intervento del rappresentante di “MenfiVive” – ci sono stati “oneri figurativi” a carico dell’Ente come la corrente elettrica usata nei locali pubblici e l’impiegato comunale che apriva e chiudeva il Centro Civico». Con questi argomenti, le distanze tra il PD e il suo compagno di opposizione si sono fatte più nette. Gambina ha semplicemente chiesto agli altri consiglieri di ammettere che la manifestazione non è riuscita per come ci si aspettava, trovando nel capogruppo del Pdl La Placa una condivisione di massima, quando l’avvocato ha parlato di errore dell’assessorato regionale a finanziare il progetto del 2004 senza conoscere la realtà locale: «la nostra non è un’economia fondata sulla pesca – ha concluso». Santacroce ha affondato il colpo ironizzato sulla polemica che si voleva imbastire: «sarò breve per non aumentare le spese di corrente elettrica e quindi “gli oneri figurativi”della manifestazione».
Non possiamo dire oggi se questa inversione di rotta del PD porterà frutti al partito di Antonio Ferraro. Di certo possiamo affermare, dati alla mano, che agli elettori democratici non è piaciuta la mancanza di leadership (di idee e di uomini), e che il “voto contro a prescindere” non piace ai menfitani, abituati ad amministratori e consiglieri comunali che lavorano insieme per Menfi.
    Intanto, mentre l’amministrazione Botta naviga a vele spiegate concretizzando  una serie di mosse per la ripresa dell’economia locale (vedi, da ultimo, il centro commerciale naturale del  centro storico http://www.giornalelasfida.it/index.php?option=com_content&task=view&id=665&Itemid=41), è di oggi la notizia che Massimo D’Alema (PD), storico leader della sinistra italiana, sarà sostenuto dal governo Berlusconi alla carica di ministro degli Esteri europeo. Un’Italia bipartisan in Europa che potrebbe riverberarsi anche a livello più localistico?
 
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