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Questo o quello...
Scritto da Geronimo   
È tempo di primarie per il PD. Domenica si deciderà il segretario nazionale (in corsa Franceschini, Bersani e Marino) e il segretario regionale (da scegliere tra Lupo, Mattarella e Lumia).
E mentre nel resto della provincia di Agrigento scoppia il “caso tesseramenti gonfiati”, scoperto da un’inchiesta del giornale di Sicilia, a Menfi il Partito Democratico si prepara a partecipare a questo momento importante della politica nazionale: già nominati i propri delegati provinciali all’assemblea di circolo e indicati propri uomini nelle liste a sostegno dei candidati segretari regionali. Si tratta di Maria Geremia, già delegata provinciale per la mozione Mattarella, candidata nella lista Siciliani con Bersani e Mattarella, e che può contare nell’appoggio dell’ex consigliere Ds Andrea Alcuri (anch’egli delegato provinciale e compagno di mozione) e di tutta l’area dei cosiddetti ex-Ds.
Lupo e Franceschini potranno contare sull’appoggio del giovane consigliere comunale Baldassare Gambina e dei delegati Mimma Augello, Giuseppe Migliore, Rosalia Gulli e Calogero Montalbano, ma nessun candidato ufficiale nelle loro liste.
L’altro candidato è il capogruppo del PD al consiglio comunale, Saverio Palminteri, candidato nella lista Lumia segretario regionale. L’ex assessore all’agricoltura dovrebbe poter contare sul sostegno dei fedelissimi del sen. Nuccio Cusumano e dell’apparato del partito, anche se lo stesso segretario cittadino, Ferraro, risulta delegato con la mozione Bersani…
Praticamente assente la compagine di provenienza centrista (ex Margherita).
Defilati, invece, gli altri due consiglieri del partito democratico, Bondì e Santacroce. Quest’ultimo sembra non aver ancora digerito la scelta della dirigenza di non avergli affidato il ruolo di capogruppo: da un lato, si è preferito chi ha avuto maggior successo in termini di voti, a chi quel ruolo l’ha svolto facendo da parafulmine alle amministrazioni che si sono succedute sin dal 1994. Ma dall’altro – e questa è una voce che circola ormai con molta più insistenza negli ambienti democratici – anche per le tante iniziative intraprese dal Palminteri, spesso non concordate col gruppo e col partito (vedasi la dichiarazione televisiva di contrarietà a Inycon 2009 o come la richiesta di ritorno al voto).
In effetti, il nuovo PD che verrà fuori da questa stagione congressuale dovrà trovare una nuova rotta da seguire per la sua azione politica. Dopo più di un anno di “adattamento” al compito di minoranza, il partito che ha amministrato Menfi per più di dieci anni dovrebbe ritagliarsi un ruolo diverso rispetto a chi fa opposizione da posizioni grillo-dipietriste come MenfiVive, o, ancora, rispetto a chi ha deciso di uscire dalla maggioranza di centrodestra per questioni interne ai loro partiti. Non ci si può adagiare su una regia politica populistico-demagogica, e nel PD sanno bene che “nessun vento è favorevole a chi non ha una direzione”. Nel frattempo, ancora attendiamo la controproposta sul PRG annunciata ad inizio estate dal segretario cittadino Antonio Ferraro che doveva essere presentata a settembre. Sarà la mozione vincente a decidere l’orientamento della proposta sul PRG?
 
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