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E noi paghiamo
Scritto da Lillo Lanzarone   
LO STATO ITALIANO CONDANNATO A RISARCIRE UN DETENUTO
L'Italia è stata condannata a risarcire un detenuto straniero per danni morali subiti a causa del sovraffollamento della cella in cui è stato recluso per alcuni mesi nel carcere di Rebibbia. A stabilire che Izet Sulejmanovic, cittadino bosniaco, condannato a due anni di detenzione per furto aggravato, è stato vittima di “trattamenti inumani e degradanti” è la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla base del ricorso presentato dal detenuto.  Secondo quanto accertato dalla Corte, Sulejmanovic ha condiviso una cella di 16,20 metri quadri con altre cinque persone disponendo, dunque, di una superficie di 2,7 metri quadri entro i quali ha trascorso oltre diciotto ore al giorno. La Corte, nella sua decisione, rileva come la superficie a disposizione del detenuto è stata molto inferiore rispetto agli standard stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura che stabilisce in 7 metri quadri a persona lo spazio minimo sostenibile per una cella. La situazione per il detenuto è poi migliorata essendo stato trasferito in altre celle occupate da un minor numero di detenuti, fino alla sua scarcerazione. Per questo la Corte ha condannato l’Italia a un risarcimento di mille euro nei confronti di Sulejmanovic. In Italia i detenuti sono circa 64 mila, quasi la totalità vive in condizioni di sovraffollamento. Lo Stato italiano rischia di dover pagare 64 milioni di euro di indennizzi.
La condanna dell’Italia da parte della Corte dei diritti dell’uomo impone al governo soluzioni definitive per le carceri.

 
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