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Sanità ad Agrigento
Scritto da Santo Botta   
San Giovanni di Dio, ecco il Piano di Sgombero
L'ospedale San Giovanni di Dio è stato sequestrato dalla Procura di Agrigento e ora  1.400 persone tra medici, infermieri, personale amministrativo e pazienti dovranno essere sgomberati entro un mese.
La decisione – come detto nei giorni scorsi –  arriva in seguito all'accertamento della presenza di sabbia nel calcestruzzo usato per la costruzione della struttura.
Il commissario del San Giovanni di Dio, Mario Leto, sta vagliando assieme al direttore sanitario Gerlando Sciumé e all'assessorato regionale alla Sanità varie ipotesi per il trasferimento delle persone.
 Tra le soluzioni al vaglio c'é il riutilizzo del vecchio nosocomio di Agrigento. Dopo il trasferimento nel nuovo ospedale, completato nel 2003, i vecchi locali sono stati utilizzati per accogliere uffici della Regione, e tra questi la Soprintendenza e l'ispettorato forestale. Le stanze che ospitavano la Tac e il reparto di radiologia non sono stati smantellati o ristrutturati e pertanto si potrebbero ritrasferire i macchinari per essere di ausilio al pronto soccorso.
Altre ipotesi allo studio sono quelle di istituire una unità di pronto soccorso nella clinica privata Sant'Anna, di trasferire pazienti e lavoratori nei presidi ospedalieri della provincia (Sciacca, Licata, Canicattì, Ribera) o allestire un pronto soccorso da campo.
L'ospedale San Giovanni di Dio si trova a nord del centro urbano, in contrada Consolida. L'edificio è di sei piani, destinato alle degenze, agli uffici sanitari e c'é anche un eliporto. Le unità operative attivate sono 28: più di mille le persone che vi lavorano fra dirigenti, medici, infermieri e inservienti; circa 400 sono i pazienti.
Intanto il Consiglio provinciale di Agrigento ha approvato la proposta di riaprire il vecchio San Giovanni di Dio.
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Anche MENFI nel nuovo “commissario Montalbano”
 
La serie televisiva Il Commissario Montalbano, tratta dai best seller di Andrea Camilleri si è rivelata un vero e proprio caso televisivo, tanto che anche i film, in replica estiva, rivelano un grandissimo successo di pubblico. Le avventure letterarie, ma soprattutto televisive del Commissario Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, regalano al pubblico uno sguardo inedito della Sicilia, sia dal punto di vista linguistico (l'accento nella recitazione è fortissimo per rappresentare il fatto che i libri di Camilleri sono scritti in dialetto siculo), sia dal punto di vista sociale, le avventure di Montalbano non hanno il focus principale sulla mafia che da quello geografico.
I luoghi del Commissario Montalbano sono quelli della Sicilia meridionale con i suoi paesini bianchi, i quartieri arabi, le chiese barocche, i palazzi storici, le meravigliose ville, le templi antichi. E’ la Sicilia degli spazi aperti, della natura selvaggia, del vento e delle spiagge lunghe e sabbiose. Come sanno gli estimatori del Montalbano letterario, i luoghi in cui si svolgono le vicende del commissario, hanno spesso nomi di fantasia, ma solo i nomi però, perché questi posti esistono eccome.
Vigàta, per esempio, è stata identificata come Porto Empedocle, la città natale dello scrittore, ma ha in sé anche altri luoghi. E’ lo stesso Camilleri a raccontarlo, parlando dei paesini che attaversava in corriera, insieme agli altri studenti, durante il tragitto per raggiungere il Ginnasio di Agrigento: «Ecco, Vigata viene da lì: è una località a geometria variabile composta da tutte quelle da cui proveniva quella studenteria».
Sciacca si cela dietro Fiacca, mentre Gela è Fela. Poi ci sono Menfi, che viene chiamata Merfi, Raffadali che è rinominata Raccadali, Ragusa che diventa Montelusa, Donnalucata diventa Marina di Vigàta.
Il passaggio dalla finzione letteraria a quella televisiva, poi, ha allungato ulteriormente la lista dei luoghi appartenenti alla “Sicilia di Montalbano”. Le zone in cui si aggira Luca Zingaretti, vestendo i panni del commissario Montalbano, è concentrata soprattutto nel Ragusano, zona di una bellezza commovente, che le inquadrature di Sironi hanno saputo valorizzare e rendere ideali per le storie e i personaggi.
 
Il Commissario Montalbano, trama del film Tocco d'artista, 4 agosto 2009 – Una telefonata di Catarella (Angelo Russo) sveglia all'alba Salvo Montalbano (Luca Zingaretti): un orafo viene trovato morto sulla sua sedia a r otelle, trasformata in una rudimentale sedia elettrica. Durante il sopralluogo , fatto con l'agente Jacomuzzi (Giovanni Guadagno), la prima ipotesi sembra quella del suicidio, ma per il Commissario Montalbano qualcosa non torna. Accanto al cadavere c'è un manoscritto bruciacchiato e la firma sul testamento lasciato dalla vittima risulta falsificata. Intanto Mimì Augello (Cesare Bocci) indaga sull'omicidio di un usuraio. In entrambi i casi compare il nome di Emma (Ileana Rigano).
 
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