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Che c'azzecca Fini con il PdL?
Scritto da Gianni Toffali   
Il Popolo delle libertà è fatto. Un solo dubbio: che c’azzecca il laicista Fini con i valori fondativi del neonato partito italiano?
Nei tre giorni “costituenti”, i relatori hanno più volte ribadito che il nuovo soggetto politico fonderà le sue radici sui cosiddetti principi non negoziabili. Peccato che Fini abbia manifestato in più circostanze, propositi di tutt’altra tendenza. Sulla fecondazione assistita, sul testamento biologico, sull’eutanasia, sul caso Englaro, sull’aborto, sul diritto di voto agli immigrati e sulla Chiesa, Fini ha espresso opinioni del tutto simili alla sinistra. A conferma della sua deriva laicista ed anticlericale, basti pensare al “meno male che Fini c’è”, proferito dall’icona dell’ateismo italiano Eugenio Scalfari. Il progetto del numero due del Pdl è tanto ovvio quanto “banale”. Da scafato animale politico, sta attendendo che Berlusconi se ne vada in pensione per prenderne il posto. Ma può avere prospettive di crescita un partito che, a parole si ispira ai valori laici e cattolici, ma che di fatto verrà guidato da un leader che arride alle ideologie paganeggianti della sinistra italiana e europea?
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Berlusconi e Fini sono due "volpini":uno guarda a destra l'altro alla sinistra. Intendono fare maggioranza ed opposizione (visto che quest'ultima non esiste). Per quanto riguarda il prenderne il posto, poi, ci vorrà ancora parecchio tempo:  nel mare magnum di FI ci sono tanti delfini e molti pescecani...!
(D.C.)  
 
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