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Il Mobile in crisi Stampa E-mail
Scritto da Piero Capizzi   
MENFI. 03/gennaio 2009 - Chiude i battenti la fabbrica di mobili a Menfi. I suoi ventuno dipendenti sono stati posti in mobilità.
Si prospettano ancora tempi duri ed un brutto inizio del 2009 per i ventuno operai della TIEFFE, industria ed arredamento del Gruppo Saccense Toto Mobili. La fabbrica in attività nella zona PIP (Piano per gli insediamenti Produttivi) di Menfi era stata da circa sette anni impiantata nel comune di Menfi, giacché a Sciacca non c’erano le condizioni per una sua realizzazione. Inizialmente i dipendenti erano circa trenta unità, poi dopo una leggera crisi di vendite il numero è sceso fino a ventuno unità. Alla data del ventuno novembre 2008 la TIEFFE tramite il titolare comunica ai lavoratori la cessazione dell’attività e la loro messa in mobilità. Tutti a Menfi speravano in una sua ripresa nel gennaio del 2009 –“L’Azienda era un po’ in crisi – dice Giuseppe Toto - ed ha ceduto la società ad un’Holding. Comunque voglio rassicurare i lavoratori che ripartiremo entro marzo 2009, con noi in qualità di soci (con il possesso del 49% della nuova società), per la produzione e commercializzazione, in tutt’Italia, di cucine. La nuova società ha la sua sede a Brescia e si chiamerà “Giada Cucine”. Abbiamo preferito – continua l’imprenditore – cedere l’Azienda a nuovi soci che possano portarci tanta linfa economica – visto lo spessore della nuova società proprietaria di altre aziende e di due grossi canali commerciali della rete Skai”-.  La TIEFFE era stata inaugurata nel febbraio 2002 dall’allora sindaco di Menfi Enzo Lotà alla presenza di numerose autorità del mondo politico come l’On Marinello e il Senatore Cirami di Forza Italia nonché il Senatore Ruvolo dell’allora Democrazia Europea.
Image Il taglio del nastro si svolse  dopo la cerimonia religiosa dell’Arc. Di Menfi Don Saverio Catanzaro. L’investimento complessivo della "Tieffe" fu allora di tre milioni di euro, a fronte di un contributo di due milioni di euro. La nuova fabbrica aveva dato lavoro a trenta dipendenti. A dirigere l’industria era stato chiamato dal Gruppo industriale di Sciacca il giovane e dinamico saccense Giuseppe Toto. La produzione annua a regime con trenta dipendenti era prevista in 2640 cucine e 1760 camerette, pari ad una media giornaliera di dodici cucine e otto camerette.
 
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