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SULL'ABORTO
Scritto da Davide Gariti   
Vorrei porre all'attenzione del lettore la questione, adesso più controversa che mai, sull'aborto. Possiamo affermare a priori che l'atto fisico dell'aborto è senza ombra di dubbio un'aberrante forma di omicidio, e qui il pensiero della collettività mi troverà sicuramente d'accordo. Il punto sull'aborto tocca delle corde di finissima vibrazione, quali quelle del coito e del benessere che nel coito trova sfogo e sfrenatezza.
Pier Paolo Pasolini sull'aborto diceva: "La libertà sessuale è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un' ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore. La falsa liberalizzazione del benessere ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà". La parola aborto come si può ben intuire è presente in questo intervento, nelle parole "consumatore" e "benessere", sottoforma di contestazione socio-politica, come d‘altronde Pasolini amava fare. La falsa concettualità del benessere è il punto che ci deve far riflettere per poter arrivare all'omicidio dell'aborto. La legge mira essenzialmente a controllare l'andamento demografico che si inserisce in un vizioso circolo edonistico-sociale, cioè a rendere la massa più contenta possibile per arrivare al fine capitalistico ultimo che è quello del controllo delle masse attraverso il più grande dei fascismi e cioè il consumismo.
Tornando sui nostri passi, quindi possiamo affermare, che l'atto dell'aborto è in assoluto un grosso trauma psicologico per la donna che lo commette, ed è in primis la negazione della vita stessa. Guardiamo i giovani oggi, essi si dilettano con le parole "sesso", "amore", ma io leggo in queste forme improvvisate di felicità l'infelicità più nera, la tortura dell'anima che non trova verità. Questi giovani sono apaticamente infelici, e usano le loro infelicità come i tasti del cellulare o i jeans di tendenza. Parlo dei giovani perchè è ovvio che rappresentano la classe futura di quello che sarà del nostro paese, ed è altrettanto ovvio che saranno i potenziali fruitori di una legge che legittima l'omicidio. In conclusione è bene dire che l'aborto legalizzato è sicuramente adesso un diritto, ma è un dovere assoluto per chi lo commette riflettere sul concepimento di un idea che riconosca la vita al centro del mondo, e dia la dignità che la vita si merita di avere, dignità adesso come non mai sotterrata dall'isteria del modernismo e da una classe sociale sempre più omologata nell'indifferenza.
E ancora Pasolini: "Nei sogni, e nel comportamento quotidiano -cosa comune a tutti gli uomini- io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente.”
 
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