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Un consiglio alla lettura
Scritto da Davide Gariti   
Image Nel paese di Casarsa della Delizia il giovane Pasolini trascorse le sue più intense giornate al sole e alla pioggia che era poi rugiada e vischio di terra e sale.
Esso si formò plasmandosi in tutto quello che attorno gli era natura, uomini e animali.
La poesia, così come Pasolini la concepì inizialmente in dialetto friulano, aveva preso il soppravvento dai primi anni della sua infanzia (scrisse il suo primo componimento all'età di sette anni). Erano gli anni '30, il suo corpo aveva ceduto alla musa ispiratrice nelle forme ideali ed oggettive a cui un futuro poeta poteva cedere, cioè donando tutto il suo accorato pensiero spirituale ad essa.
Le balere, le notti sotto la luna ed una certa vicinanza alle prime idee politiche, lo renderanno partecipe d'un inizio che, in modo figurativo, daranno l'incipit a tutta la sua produzione letteraria e quindi al suo cammino poetico. "Poesie a casarsa" è una raccolta di poesie naturalmente concepita nell'urlo d'una Casarsa viva e laboriosa, una raccolta dall'enigmatico senso dei luoghi, dalla cosmica visione del dialetto friulano immerso in quella genesi fatta di uomini e cose, quegli uomini che lambivano gli anni trenta e che erano intatti e "puri" nella realtà arcaico-contadina. Poesie a casarsa è stato il primo libro pubblicato dal poeta, il volume è del 1942 e l’editore è la Libreria antiquaria Mario Landi di Bologna.“Ho saltato e ballato per i portici di Bologna”, dirà a sua volta il poeta, all'avvenuta pubblicazione del volume. Un volume che oggi si può reperire con traduzione a fronte e che resterà nel cuore del lettore come gemma incastonata d'una purezza rara.
Una poesia tratta dal volume Poesie a Casarsa:
   Pioggia sui confini

    Giovinetto, piove il Cielo
    sui focolari del tuo paese,
    sul tuo viso di rosa e miele,
    nuvoloso nasce il mese.
     
    Il sole scuro di fumo,
    sotto i rami del gelseto,
    ti brucia e sui confini,
    tu solo, canti i morti.
     
    Giovinetto, ride il Cielo
    sui balconi del tuo paese,
    sul tuo viso di sangue e fiele,
    rasserenato muore il mese.
 
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