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Intervista a Calogero Giarraputo
Scritto da Francesca Capizzi   
 Calogero Giarraputo, giovane ventiseienne dalle idee molto chiare.  Consigliere comunale uscente, corre di nuovo per il consiglio comunale in una lista civica. Una storia politica cominciata a soli 22 anni, nel 2003, con l’entrata nel civico consesso tramite  una lista civica.
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Calogero Giarraputo
Nel 2006, la lista civica aderisce ai DS, ma Giarraputo rimane indipendente. Nel 2007, aderisce al partito dei Popolari UDEUR. Nel 2008 dopo la caduta del governo Prodi il gruppo di Menfi UDEUR si sfalda. Molti ex mastelliani aderiscono al PD, ma il giovane Giarraputo per essere coerente alla scelta fatta precedentemente, non aderendo al PD, non ci sta, e adesso, in questa competizione amministrativa ha deciso  di candidarsi in una lista civica che appoggia il candidato a sindaco di centro destra Michele Botta.  Componente della commissione affari generali, sport, cultura e spettacolo, negli anni si è impegnato nella creazione di progetti soprattutto rivolti ai giovani. Il suo punto di partenza è  una frase famosa di Aristotele:  " L'uomo è per natura un animale politico" .
Calogero spiegaci del perché parti da Aristotele?
Semplice, Aristotele disse che non sono politici né gli animali né gli dei;  solo l'uomo lo è, ed è questa la verità. Fare politica è nella natura dell’uomo. Significa portare avanti delle idee comuni, condividere dei valori che vanno oltre la nostra persona, che creano un beneficio per tanti, coinvolgendo le persone più bisognose. Stringere le mani altrui, comunicare con la gente, riuscire a cambiare le cose, sono sensazioni che non si possono spiegare se non si provano sulla propria pelle.
Come mai hai deciso di appoggiare un sindaco di centro destra tu che arrivi dal centro sinistra?
 Io credo che a livello locale non esiste ne centro destra ne centro sinistra. Esiste il bene della città e  soprattutto ciò che possa essere il meglio per i cittadini a prescindere dal loro colore politico. Io, fin ad oggi, sono stato coerente con le mie idee e non posso riconoscermi nel Partito democratico di Veltroni. Nel 2006, infatti, rimasi indipendente quando la lista aderì ai DS e adesso, all’interno del PD, ci sono i DS e quindi se non sono rimasto vuol dire che sono rimasto coerente con le mie idee. Comunque, voglio aggiungere che il mio rispetto ed amicizia con l’ex leader dei popolari Udeur Senatore uscente Nuccio Cusumano è rimasta inalterata.

Vista la tua giovane età, mi viene da chiedere: Spesso si dice che i giovani non partecipino alla vita politica. E’ vero?
Oggi i giovani, spesso appaiono apatici e lontani dalla politica, delusi nelle loro aspettative dai cattivi esempi che purtroppo ci danno certi adulti. Io credo che la politica deve dare buoni esempi e coinvolgere di più i giovani e giovanissimi. …e chi se non meglio di un giovane può farlo?
 In cinque anni mi sono impegnato molto per creare gruppi giovanili e punti di ritrovo ed ho potuto costatare come tanti ragazzi abbiano voglia di cambiare la nostra Menfi.

A noi risulta che ti sei impegnato tanto in qualità di componente  della commissione sport per far rinascere il paese anche da questo punto di vista. E’ così?
Si, dopo l’impegno profuso da me in questa legislatura finalmente ho visto, con grande gioia, la rinascita della squadra di calcio del Menfi. Inoltre sono stato promotore della fondazione dell’associazione “Cavalieri Borgo Millusiano” che ha lo scopo di avvicinare i cittadini allo sport equestre.

Gli ultimi Consigli comunali non sono stati privi di polemiche a causa della proposta fatta da una società milanese, la “Tretigli”,  che aveva proposto un progetto per un impianto da Biomasse. Sei stato sempre contrario. Perché?
Semplice, in un’area come la nostra tra le più vocate d’Italia, per la sua  viticoltura di qualità e per il mare incontaminato e premiato per ben dodici volte con la “Bandiera Blu Europea”, l’idea di piazzare un Termovalorizzatore è incompatibile con l’indirizzo a vocazione turistica del nostro territorio soprattutto per il  tasso di inquinamento che si verrebbe a creare  in tutto il territorio menfitano.  Io mi sono battuto affinché quest’impianto non si realizzasse. Per non parlare, poi, delle ripercussioni cui i residenti giovani, bambini ed anziani potrebbero ricevere a causa delle ricadute nocive e delle scorie sul territorio che tale centrale provocherebbe.
E sul Piano Regolatore Generale cosa ci dici?
Rilanciare la Borgata di Porto Palo con la relativa realizzazione del Porto che non sia una cattedrale nel deserto, ma che venga ad essere fornito delle infrastrutture necessarie e dei relativi servizi che la costa e la città di Menfi dovranno garantire al diportista e ai turisti se non vuole che ciò rimanga una meteora, fine a se stessa. Visto che il P.R.G non è uno strumento rigido, ma al contrario si presta ad una grande flessibilità, a me sembra giusto che si debbano apportare le dovute modifiche tramite le “Varianti” e attraverso l’apertura di un tavolo di servizi che veda come protagonisti  le “parti sociali” e perché no, se possano arrivare anche proposte dall’altro versante della politica?
Per concludere?
Tante sono le problematiche della nostra città e vanno dalla problematica della TARSU ancora troppo costosa per gli utenti al bene più grande e primario che è l’acqua. Oggi c’è il rischio concreto che ciò possa finire in mano a speculatori e procacciatori d’affari senza scrupoli. Io la risposta su questo argomento la lascio a voi, ricordandovi gli ottanta morti di Bogotà (scontri tra popolazione e polizia) quando il governo decise di “privatizzare l’acqua”.
Quale sarà il tuo prossimo impegno da consigliere comunale se dovessi essere eletto?
La mia priorità riguarda il rilancio del turismo e la salvaguardia della nostra viticoltura. Oggi, infatti, tramite la nostra industria enologica e non mi riferisco solo ai colossi “Settesoli e Planeta, ma alla miriade di piccole cantine che si stanno facendo largo tra i mercati nazionali ed internazionali, la nostra popolazione percepisce la maggior parte del proprio reddito. Quindi di conseguenza non c’è e non ci sarà mai spazio nel nostro territorio per inceneritori di biomasse o termovalorizzatori di qualsiasi natura. Poi, parliamoci chiaro, la Sicilia è la Regione più grande d’Italia, l’Isola più grande del mediterraneo e con una popolazione scarsissima di circa seimilioni di abitanti potrà avere problemi di spazzatura solo fra un secolo, quindi non capisco cosa si nasconde dietro la fibrillazione di veri o presunti manager della spazzatura sul caricarci di responsabilità e sulla necessità di sobbarcarci l’onere di caricarci della spazzatura di Napoli o di trasformare la nostra bell’Isola Verde, un tempo il granaio d’Italia, nella pattumiera d’Italia. A che titolo, a che pro?!
 
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