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Arcivescovo Corrado Lorefice
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   

Il “ Bergoglio “ siciliano e la voglia di riscatto di una terra che soffre.

Sabato alla Cattedrale di Palermo, tanti fedeli hanno assistito alla cerimonia dell’insediamento  del nuovo Arcivescovo Corrado Lorefice. Alla cerimonia erano presenti il Vescovo uscente Paolo Romeo, il quale lo ha consacrato , aiutato da altri due prelati, Monsignor Antonio Stagliano, Vescovo di Noto e Monsignor Paolo de Nicolò, vescovo di Mariana in Corsica. Il nuovo vescovo, ha colpito i fedeli per la sua semplicità, la cosa più sorprendente è che non si tratta di un alto prelato, ma di un parroco di provincia. Infatti , qualche giorni prima che  Papa Francesco lo designasse rappresentante della Chiesa palermitana, guidava la locale chiesa di San Pietro a Modica. Nonostante fosse consapevole del ruolo che rivestirà lui si presenterà agli occhi dei fedeli e delle autorità semplicemente come “ Don Corrado”. Nel suo discorso d’insediamento ha voluto per prima cosa salutare tutto il popolo palermitano, le autorità politiche, ringraziandole per l’accoglienza affettuosa ricevuta. Ha definito la città di Palermo, bella, ricca di cultura, ma purtroppo piegata da tante piaghe, quali : criminalità, corruzione e disoccupazione. Proprio a riguardo di quest’ultima, ha citato tutti i giovani costretti ad abbandonare la propria città alla ricerca di un futuro migliore, ma ha voluto ricordare anche gli adulti privi di un’ occupazione. In un altro passo del suo discorso, Lorefice, ha detto ai palermitani, che in nome del Vangelo vuole stare in mezzo a loro. Ha perfino ricordato il martirio di Padre Pino Puglisi, il quale brandiva il Vangelo come simbolo dell’accoglienza di tutte le genti. Il suo pensiero resta e resterà a tutte le famiglie della città, per le quali pregherà all’alba  e alla sera prima di coricarsi. Per queste sue parole tracciate da “ umiltà”, potrebbe essere definito il “ Bergoglio” siciliano, a cui la gente che purtroppo soffre, potrebbe in lui sperare in tanti segnali di un profondo cambiamento. Ritornando al tema “accoglienza”, esso è naturalmente rivolto a tutti gli uomini e donne delle diverse fedi religiose, per una società finalmente libera dalla violenza. Questa è la nuova Chiesa, che auspica il neocardinale di Palermo. Le sue parole, hanno colpito ed entusiasmato i rappresentanti delle diverse credenze religiose, dall’Imam che rappresenta la comunità islamica, al rappresentante della comunità ebraica fino a quella greco-ortodossa, che lo hanno paragonato a Papa Bergoglio, proprio per il suo progetto di ecumenismo e di volere instaurare un “dialogo” tra tutte le religioni. La cosa che ha più colpito, è di essersi voluto successivamente recare direttamente al carcere palermitano dell’Ucciardone per stare accanto a coloro che non sono stati felici nella vita, facendo loro sperare che prima o poi il Vangelo avrebbe dato loro una buona notizia, cioè del ritorno ad una vita normale.

ALESSANDRO LO PICCOLO

 
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