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Province fantasme
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   
Regione siciliana : si ridiscute la riforma delle province.
Questa riforma delle province, sembra una  specie di soap-opera a puntate. E’ da mesi, che assistiamo a continui rinvii all’Ars, solo perché le forze politiche non riescono  a trovare un compromesso. Come sicuramente, i nostri gentili lettori sanno, le Province quando  entrerà in vigore  la legge, andranno in “ pensione”. Al loro posto ci saranno  tre città metropolitane ( Palermo , Catania e Messina) e sei consorzi ( Trapani, Agrigento, Messina, Enna, Siracusa, Ragusa). Le città metropolitane, come noi sappiamo, controlleranno tutte le risorse finanziarie che passeranno attraverso l’hinterland, ma anche i servizi come per es. quelli universitari e la viabilità. Riguardo l’argomento, in questi giorni il Presidente Crocetta e il Governo di Roma, stanno dialogando, riguardo alcuni  punti, tra cui: 1) l’elezione dei vertici e 2) l’assegnazione di un maxi compenso a sindaci metropolitani e a presidenti di consorzi. Su quest’ultimo punto, il governo nazionale è contrario, poiché a livello nazionale non sono previsti. l’Ars ha accettato quest’ultima modifica, a patto che la riforma non sia controllata definitivamente da Roma.
Tra le altre questioni spinose, per esempio quella del voto “ponderato”,  con cui i Sindaci delle 3 aree metropolitane ed i presidenti dei consorzi sono eletti. Crocetta vuole che i voti dei consiglieri, sia dei comuni grandi, sia di quelli piccoli, devono avere per legge “valore eguale”. Invece  Roma, vorrebbe una “modifica”, nel senso che quelli dei centri più grandi,  siano di più di quelli dei piccoli comuni. Altra cosa, abbastanza critica, è quella dell’elezione dei sindaci delle  3 città. Dai palazzi romani, auspicano, che il Sindaco del capoluogo debba  assumere  “direttamente” e senza  alcuna consultazione elettorale il controllo. In questo caso, Leoluca Orlando, sarebbe “automaticamente” il rappresentante della città metropolitana.  Crocetta ed il pd, invece vogliono l’elezione, tramite i consiglieri. Nei prossimi giorni, ed esattamente tra la fine di questo mese  e l’inizio di ottobre, la Giunta regionale, dovrebbe votare la riforma. Addirittura, queste  elezioni per le Città metropolitane, sarebbero previste per il 29 novembre, ma rischiano di essere spostate più in là.
Parlando adesso, di ciò che pensano glia altri partiti. Ncd e Udc, sarebbero per l’assegnazione “diretta” ai Sindaci, proprio come vuole  l’orientamento romano. Se questa “linea” politica, alla fine passasse,  le elezioni del 29 novembre sarebbero “ vane”.  Si parla, pure di spostare, le elezioni per i liberi consorzi, in primavera, in concomitanza, con le Amministrative.
ALESSANDRO LO PICCOLO
Fate uno sforzo intelligente e soprattutto utile: eliminatele definitivamente 
(nota della Redazione)
 
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