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Milioni che si volatilizzano
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   
Purtroppo, quest’anno la situazione per la Sicilia, in materia di finanziamenti è stata alquanto critica.
I cosiddetti  Fondi di azione e coesione ( PAC), per colpa delle lungaggini burocratichenostrane, sono ritornati a Roma. La Sicilia, ha perso un’altra opportunità. I  162 milioni, vengono ripresi da Roma, anche per via dei tagli decisi a dicembre con la Legge di Stabilità.
Crocetta in quell’occasione aveva lottato per ottenere quelle risorse. In verità, i soldi disponibili all’inizio, ammontavano a 724 milioni di euro, oggi divenuti 562, per via dei 162 in meno. Questi 562 milioni rimasti, una buona parte ( precisamente 215 milioni) servono per combattere la disoccupazione, l’altra fetta invece ( 347 milioni) per gli appalti e le infrastrutture. Purtroppo, a causa di questi tagli, certamente ne risentiranno tutti i settori dediti all’istruzione tecnica. Anche i cantieri di servizio, quelli cioè disposti dai Comuni siciliani, per l’inserimento delle persone con un reddito minimo, inizialmente avevano a disposizione fondi da 50 milioni di euro, ritrovandosi così a 26. La Regione, sostiene che il vero colpevole delle lungaggini o lentezze burocratiche, è il Ministero dell’Economia. Misure drastiche hanno riguardato : 1) Il credito d’imposta per le aziende che assumevano, ottenendo a conti fatti così uno sgravio fiscale per ogni assunzione fatta.
Queste misure  ultime hanno tagliato 10 milioni, riducendosi così a 3 milioni.
2) Il credito d’imposta per quelle aziende che effettuavano investimenti in Sicilia, vedendosi così una riduzione delle pressione fiscale. A riguardo, il taglio è stato di 3 milioni ( da 30 a 27 milioni). La soluzione migliore, sempre secondo quanto dichiarato dalla Regione, sarà eventualmente un impiego di risorse proveniente dai Fondi sociali europei.
Il settore delle infrastrutture, è stato anch’esso colpito dai severi provvedimenti del Governo nazionale. Mancano per esempio i soldi previsti ( 25 milioni) per la strada statale 117 di Santo Stefano di Camastra. Ed anche in questo caso, per tappare il “buco”, si ricorrerà ai fondi sociali Europei 2007-2013. In brutte acque, si trovano anche le strutture portuali, che purtroppo non avranno neppure un euro ( dei 49 milioni previsti). Per quest’ultime, si prevede la medesima soluzione : l’impiego dei Fondi sociali, in base alle nuove norme comunitarie 2014-2020.
Alcuni finanziamenti, come nel caso i fondi da 20 milioni per gli ex-Pip e quelli destinati alla Bonifica di tutte quelle strutture sature di amianto, invece sopravvivono, ibidem per i 112 milioni  destinati alla  strada statale di Licodia Eubea.
                                                                                                                      ALESSANDRO LO PICCOLO
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