Menu utente

Login Form






Password dimenticata?
Home arrow Politica arrow L’Ars e la sfida riforma province
L’Ars e la sfida riforma province
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   
Dopo lunghi mesi di attese, all’Ars la riforma delle province sarebbe ormai giungere al capolinea.
Intanto, è stato detto un “secco” No all’emendamento originario. Esso prevedeva,  tutto il controllo della provincia intera palermitana e catanese  per esempio, da parte delle Città metropolitane di Palermo e Catania. Il No, è stato espresso dai grillini, ma anche da “pezzi” del Pd e Udc, i quali hanno definito l’originario emendamento, una sorta di “accentramento”  da  parte di Leoluca Orlando ed Enzo Bianco, rispettivamente sindaci di Palermo e Catania. Il motivo di tale veto, è dovuto al fatto  che, una volta a capo delle Città metropolitane, controllerebbero varie risorse finanziarie che transitano per il territorio.
Spieghiamo ai lettori, cosa è veramente questa riforma. Essa, abolisce una volta entrata in vigore le vecchie province della Sicilia. Nascono, così tre città metropolitane (Palermo, Messina e Catania), le quali controllano i territori dell’hinterland e sei consorzi (Trapani, Agrigento, Enna,Ragusa, Messina e Siracusa). Sia le città metropolitane, sia i consorzi, hanno le funzioni di amministrare tutte le risorse del territorio, in primis quelle finanziarie, le strutture di viabilità  e quelle idriche e dello smaltimento dei rifiuti ed in più l’assistenza ai consorzi universitari.
La legge voluta, dai grillini, prevede che i Sindaci che saranno a capo delle città metropolitane,devono essere eletti dai sindaci degli altri comuni e dai consiglieri comunali. Gli articoli approvati sono  circa quarantasei. Tra gli altri punti in questione della riforma, tutti i sindaci dei comuni che compongono la città metropolitana, possono essere candidabili. Il loro mandato, deve durare 18 mesi dalla data delle elezioni. Dopo la prima elezione, lo Statuto delle Città metropolitane, può essere modificato, prevedendo per le successive elezioni, quella “diretta” del Sindaco. La Riforma , prevede, la distribuzione dell’organico dei vari enti locali e di quello che andrà in mobilità. Quest’ultima cosa, deve essere fatta entro tre mesi con una legge del Presidente della Regione. Un’altra questione, prevede la possibilità di costituire dei nuovi  Consorzi che però non devono avere popolazione inferiore a 180 mila abitanti.

Intanto, come ventilato da settimane, è stato rafforzato il patto tra Pd e NCD, in vista delle ipotetiche elezioni regionali che dovrebbero eventualmente tenersi per l’anno prossimo in primavera.
Alessandro Lo Piccolo
 
< Prec.   Pros. >


Orologio

Flash Player non trovato: lo puoi scaricare qui.

Calendario

« < Novembre 2017 > »
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
29 30 31 1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 1 2

Statistiche

Visitatori: 36397493

Sponsor