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Le riforme tanto auspicate all’Ars
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   
E’ da mesi, che tutti noi siciliani aspettiamo segnali di definitivo cambiamento da parte della politica regionale.
Purtroppo, ogni volta che si è voluto presentare una legge, la protesta non tardava mai a venire. Ricordiamoci in primis la vicenda dei  tagli ai super dirigenti, i soldi per i forestali, i consorzi metropolitani che dovrebbero sostituire le vecchie province.
In tutto questo contesto, il Presidente Crocetta, che auspicava tanto una “rivoluzione” per rimettere a posto i conti della nostra terra, ha visto in questi ultimi tre anni di legislatura, un susseguirsi di  defezioni. Il primo ad  andarsene è stato Franco Battiato, seguito poi successivamente da altri quattro o cinque assessori.
Recentemente, il caso più clamoroso sono state le dimissioni di Lucia Borsellino, per via della famosa telefonata, di cui abbiamo sentito parlare in questi giorni. Di conseguenza, Crocetta, ha prima parlato di dimissioni, visto il clima molto ostile generatosi intorno, poi la buona volontà di rimanere al suo posto di comando. Dimissioni che, tutto il PD, anche con l’avallo del governo Renzi, è disposto ad accettare con un possibile ritorno alle urne, previsto per la primavera del 2016.
Il Governo Renzi e il PD siciliano, temono però che a prevalere alle ipotetiche elezioni saranno i pentastellati di Grillo.
Ora Crocetta, è tornato sulla strada di queste sue dimissioni tanto palesate, ma che vorrebbe che avvenissero soltanto quando dopo avere  sciolto finalmente dei nodi cruciali.
Per prima cosa la riforma delle Province, che già era stata bocciata ad aprile. Essa,  si baserà sulla trasformazione in consorzi di comuni, che avranno la delega dei poteri già in mano alla Regione, ed esattamente: i beni culturali, l’istruzione e l’agricoltura. Questa prima riforma, si spera di ultimarla entro la fine del corrente mese. Altre questioni spinose, sono la riforma dell’acqua pubblica, la cui gestione sarà affidata ai comuni, che deterranno il controllo dei prezzi, senza affidarsi ai privati, un’altra questione, forse la più delicata di tutte,  è la questione dei trecento milioni di euro, che il governo centrale deve garantire a Crocetta per pagare gli stipendi dei regionali ( forestali, lavoratori delle partecipate).
A Roma, per ora al Senato, si sta discutendo di una legge su questo argomento, in attesa per la fine di luglio.
I capigruppo all’Ars, chiedono che per ottobre sia presentata una documentazione contabile, riguardante il bilancio  della Regione, in modo tale da fare quadrare i conti fino al giorno “fatidico” delle elezioni. Però, se da Roma verranno questi aiuti,  il governo regionale, deve  prima presentare delle manovre per il contenimento dei conti, onde evitare i troppi sprechi ed una maggiore attenzione all’evasione fiscale.
                                                                           Alessandro Lo Piccolo
 
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