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Amministrative Siciliane 2015
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   
Giorno 31 maggio, come abbiamo visto sette regioni sono state chiamate al voto per designare i nuovi governatori.
Ad eccezione della Liguria e del Veneto, dove ha trionfato il centrodestra, nelle altre invece c’è stato un exploit del PD, anche se il calo dei votanti rispetto alle europee dell’anno scorso è apparso evidente (600.000 voti in meno). Il movimento cinque stelle, si è piazzato la seconda forza politica, intenzionata a volere battere Renzi per potersi così insediare a Palazzo Chigi. Anche la Lega, che ha conquistato un a grossa fetta di voti è dello stesso avviso. Essa, da quanto hanno riportato i giornali negli ultimi mesi, vorrebbe assumere la guida, che un tempo era stata di Berlusconi. Di conseguenza, proprio come i grillini di M5s, vuol mandare a casa il governo. In Sicilia, 53 comuni, sono stati anch’essi coinvolti in questo lungo travaglio elettorale. Come al Nord, anche qui il Partito democratico, supportato da quelle forze di “area popolare”, quindi Nuovo centrodestra (Ncd) ed Udc, hanno trionfato  definitivamente in molte città, in altre località si vedranno costrette ad affrontare il ballottaggio. Ad Agrigento abbiamo visto la vittoria schiacciante di Calogero Firetto al primo turno. Il neosindaco della città dei templi, appoggiato da una coalizione formata da Pd, UDC e NCD, ha ottenuto il 58,16 % dei voti battendo lo sfidante Silvio Alessi, ex Pd, appoggiato da Forza Italia. Una volta eletto, il nuovo sindaco, si è fatto promotore di una vasta campagna, mirante al riordino civico della città, promettendo decoro e pulizia, naturalmente con l’appoggio dei cittadini stessi. In altre località dell’agrigentino come per esempio Licata, il 14 giugno invece ci sarà il ballottaggio tra Angelo Cambiano ( liste civiche di centrodestra), che ha ottenuto il 30% dei voti e Giuseppe Galanti (liste civiche di centro sinistra), che ha ottenuto il 28% dei voti. Il Ballottaggio coinvolgerà comunque altre città siciliane come Enna, dove Vladimiro Crisafulli (PD) dovrà affrontare per l’ennesima volta Maurizio Di Pietro ( appoggiato dal centrodestra). Comunque, bisogna adesso lasciare perdere i numeri,  in quanto bisognerebbe riflettere sul fenomeno dell’astensionismo e sulle sue cause. Rispetto alle regionali del 2010, in cui per esempio su base nazionale aveva votato il 64 % degli aventi diritto, oggi hanno partecipato alle urne il 53,90%. I fattori, stando ad alcune analisi potrebbero essere : 1) Dovute ad un’ invecchiamento della popolazione territoriale ; 2) Ad una “mancanza” di soddisfazione nei partiti politici. In quest’ultimo caso, prendiamo l’esempio di Agrigento, dove rispetto alle ultime amministrative, solo 27.087 elettori sono andati a votare, questo è dovuto al recente scandalo che ha coinvolto il comune agrigentino, dove venivano gonfiate le riunioni comunali, solo per incassare i gettoni di presenza. Episodio questo, che come abbiamo visto, ha coinvolto anche altri comuni italiani. Il problema del calo di affluenza si è visto in altri comuni dell’agrigentino : Raffadali, Siculiana e Realmonte, ma anche nell’ennese ed in altre località dell’isola. A Gela, il calo è stato minimo. Lì hanno gareggiato undici aspiranti sindaci e circa 586 candidati per i posti di consigliere comunale. L’affluenza ha avuto un calo forte anche nel catanese ( Tremestieri, Milo, San Giovanni La Punta), nel palermitano, dove si è votato a Villabate  e Carini.  In tutti i 53 comuni isolani, si è votato così : 14 col sistema proporzionale ,33 con quello maggioritario, 6 con quello misto.
Una cosa è certa. Terminata questa “ondata” elettorale, sarebbe l’ora di rimboccarsi le maniche, ricorrendo all’arma della discussione ed a quella dell’ etica, come ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del sessantanovesimo anniversario della repubblica

mettendo così al bando la litigiosità tra le forze politiche, che ha caratterizzato il clima in questi ultimi mesi, portando così i cittadini ad allontanarsi dalla politica. Sarà, che siamo usciti un po’ dalla recessione, ma prove durissime ancora sono al varco. Quindi è compito di questi nuovi governatori e sindaci appena eletti, di disporre così delle loro esperienze politiche onde migliorare i territori locali. Questo clima arroventato da discussioni d’ogni genere e liti varie, di cui anche la nostra Sicilia in primis, ahimè è stata turbata, negli ultimi tre anni ( pensioni dei dirigenti regionali, spese gonfiate, vitalizi etc etc), ha purtroppo allontanato il cittadino dalla politica, determinando così l’astensionismo.
ALESSANDRO LO PICCOLO
 
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