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Ettore Maiorana
Scritto da Alessandro Lo Piccolo   
L’enigma Maiorana :  un’indagine ancora irrisolta.
Quello della scomparsa di Ettore Maiorana è uno dei misteri che ancora caratterizzano quasi ottant’anni  di storia italiana. L’illustre fisico catanese, scomparve come noi sappiamo nella primavera del 1938 senza lasciare più tracce.
Maiorana, assieme ad altri illustri fisici, come Enrico Fermi e Emilio Segrè, si occuparono del problema degli atomi. Queste, furono le prime teorie, che dopo un decennio di perfezionamenti ed esperimenti, hanno portato alla prima bomba atomica, di cui Fermi a Los Alamos, poi diede un suo contributo. Prima della sua scomparsa, Maiorana, nel suo campo, quello della fisica teorica, già era molto apprezzato, soprattutto all’estero: Harvad, Yale, Cambridge. Alcune sue pubblicazioni, sono  state tradotte in molte lingue : “Atomi orientati in campo magnetico variabile" (1932), e “ Sulla teoria dei nuclei ”, opuscolo pubblicato nel 1933, fondamentale quest’ultimo per gli studi atomici.
La sua personalità, era piuttosto malinconica, il più delle volte  non usciva quasi mai, era affetto da disturbi nervosi. Ci fu addirittura, una volta, che nel 1936, Fermi e Orso Mario Corbino, tentarono di persuaderlo a partecipare ad un concorsone universitario per tre cattedre di Fisica teorica.
Inizialmente,  accettò, ma poi non fece più nulla. I suoi amici, allora, capendo che quel giovane, era una risorsa eccellente per l’Italia, riuscirono a convincere l’allora Ministro Giuseppe Bottai, ad assegnargli una cattedra di Fisica teorica all’Università di Napoli. Egli, accettò, anche se a malincuore. E’ stato, durante la sua permanenza a Napoli, che decise di fare un viaggio in Sicilia.
Quando, poi arrivò a Palermo, aveva alloggiato all’albergo “Sole” di Corso Vittorio Emanuele. Lì, rimase una giornata, dopodiché, decise di riprendere la nave per Napoli. Poi, si è come volatilizzato.
Allora, Enrico Fermi, gli amici, lo stesso Filosofo Giovanni Gentile, chiesero a Mussolini di intervenire, affinchè la Polizia riuscisse a ritrovarlo. I suoi parenti in Sicilia, addirittura ,  si erano rivolti alla mafia. Lo stesso Vaticano, aveva setacciato tutti i vari conventi ed eremi ( poiché si era anche pensato ad una crisi spiritualistica ).
Tutti,  a cominciare da investigatori, giornalisti e storici hanno seguito varie piste, ma nulla di fatto.
C’è dunque da porsi la seguente domanda : suicidio oppure rapimento ?
Sulla ipotesi del rapimento, si è pensato che fosse stata opera di  qualche potenza straniera proprio perché lo riteneva un genio, capace di fornire preziose informazioni per nuove ricerche in campo militare. La rivista “Tempo” nel 1971, ha affermato, che Maiorana avesse anticipato di ben sette anni le tragedie  di Hiroscima e Nagasaki. Tesi questa, smentita da Emilio Segrè, che nel  ’38 è stato Direttore di Fisica sperimentale all’Università di Palermo. Segrè in un’intervista al quotidiano  “ L’Unità” nel 1976, ha dichiarato che negli anni trenta, lo studio dell’energia atomica era alle prime fasi. Di conseguenza allora mancavano molti tasselli per completare la ricerca di questa nuova energia, e che, ancora non si poteva prevedere l’effetto di quella che sarebbe poi stata la bomba atomica del  ’45. Siamo, probabilmente dentro un difficile caso  intriso di “giallo” e di“spionaggio”.
Riponiamoci la domanda : C’è  stata qualche potenza straniera, dietro la sua scomparsa ?
A questo punto, era stata ipotizzata una sua simpatia per il Nazismo, avvalorata forse da una lettera inviata all’amico Segrè nel maggio del 1933. Segrè, sostenne, che  il Maiorana, in quegli anni si trovava in Germania a Lipsia, per motivi di studio, ed era rimasto affascinato dalle idee politiche hitleriane, come la stragrande maggioranza dei tedeschi di quegli anni, senza ancora comprendere la triste realtà che si sarebbe diffusa più in là. Un fisico inglese, Rudolf  Peleris, però ha sostenuto, che in realtà era antifascista.
Anche Leonardo Sciascia, nel suo libro “ La scomparsa di Maiorana ”, del 1975, ha affrontato l’argomento, riferendosi a quella sua lungimiranza, secondo cui  l’atomica, avrebbe portato ai disastri, come già detto, di Hiroscima e Nagasaki, e che per tale  motivo, ricusando il suo ruolo di scienziato, si sarebbe rifugiato nella certosa di Serra San Bruno.
Oltre ad un suo possibile trasferimento “segreto” nelle Germania del Terzo Reich, si è discusso di una sua permanenza in Unione Sovietica, chiamato da un altro illustre scienziato, Gillo Pontecorvo.
Un’altra pista, è quella venezuelana. Nel paese sudamericano, secondo un’articolo apparso di recente sul quotidiano torinese “La Stampa”, egli avrebbe vissuto tra il 1955 e il ’59. Di Questo caso, se ne occupò la Procura di Roma, che ha riaperto un’inchiesta nel 2008. La vicenda giudiziaria, si né basata su delle dichiarazioni di un meccanico italiano, emigrato  in quel paese, un tal Francesco Fasani, che l’avrebbe conosciuto nel 1955. Ai magistrati, che lo hanno interrogato, ha dichiarato, di averlo conosciuto col nome di < < Signor Bini >>, e poi di avere saputo, dopo della vera identità da un suo conoscente, che era il capo della Comunità italiana lì in Venezuela.
Per concludere, negli anni settanta, molti testimoni avrebbero visto Maiorana, ridotto come un barbone aggirarsi per la Sicilia. Il caso più curioso di quest’ultima vicenda, era che il “misterioso” barbone, si fermasse davanti alle scuole, aiutando gli studenti a risolvere le equazioni. Della vicenda se ne occupò al suo tempo l’allora Procuratore capo della Repubblica di Marsala, Paolo Borsellino. Ma l’indagine, non ha prodotto l’effetto desiderato. E’ come, se il personaggio, fosse stato risucchiato da un vortice, senza più far ritorno.
Alessandro Lo Piccolo
 
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