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DEPUTATO PENTITO SI CONFESSA/3
Scritto da Dino Chiruzzi   
La storia continua.
Il lavoro del parlamentare: centosessanta giorni in un anno, due ore al giorno, per tre giorni alla settimana.
Si inizia il martedì mattina con le Commissioni. Nel pomeriggio vi è il primo voto in Aula. Occorrerebbe essere presenti perché bisogna raggiungere almeno il 30 per cento delle votazioni utili, diversamente tagliano 206 euro. Ma quando non è possibile esserci, perché ancora in Commissione, si ricorre al collega che esercita il voto al suo posto, o interviene qualcuno del proprio gruppo con la funzione del “pianista”.
Striscia la Notizia docet.
Il mercoledì rappresenta il giorno di maggiore impegno. La mattina la solita Commissione, verso l’una si vota in Aula. Poi di corsa tutti a mangiare. “La scena ricorda l’intervallo della scuola – racconta Poletti – una marea umana che si precita verso i ristoranti. Gli onorevoli si affrettano, corrono, sgomitano, scorciatoiono per garantirsi il tavolo. E insomma, è pausa pranzo, mica sarà un privilegio, questo.
 
No, questo non è un privilegio! Lo sono invece quelli che abbiamo, anzi che Lei ha già raccontato.
Privilegio è il fatto che per Voi la settimana inizi di martedì anzicchè di lunedì, come per tutti gli altri lavoratori, e che guadagnano meno di Voi.
 
“ Dopo aver mangiato e digerito, in genere verso le tre del pomeriggio, va in scena quel realty show che è il “question-time”….prosegue più o meno fino alle quattro e mezza. Non c’è voto per cui l’Aula è quasi sempre semi vuota, e in quell’ora e mezza si possono sbrigare altre faccende, sempre politiche e parlamentari, per carità! L’adunata generale è per le cinque sino alle otto di sera dove si vota, sempre che non ci sia una partita di calcio: nel qual caso, come per magia, alle sei e mezza anche le questioni più complicate si dipanano.”
 
Il giovedì mattina, già si respira l’aria del fine settimana, i Deputati che non sono di Roma si mettono al telefono a prenotare i voli per  tornare a casa. La fatica del voto è organizzata per le undici del mattino, mal che vada arriva fino alle tre del pomeriggio, dopo la pausa pranzo.
Dopo l’ultima votazione tutti a prendere i propri bagagli, taxi già pronti,e via all’aeroporto. Si torna a casa.
Solo in alcune occasioni, come il caso della Finanziaria o per espressa richiesta della Presidenza, si utilizza anche il venerdì mattina. Casi rari.
Il sabato, la Camera è occupata dagli ex deputati, che approfittando del vuoto lasciato, vanno a respirare l’aria di un tempo, attratti dal richiamo della foresta (Palazzo). Così si ritrovano tra di loro alla bocciofila, dal barbiere, per i saloni, a scambiarsi i ricordi dei bei tempi passati.
Posseggono ancora una tesserina per magiare alla buvette, magari ogni tanto litigano tra di loro o qualcuno si appisola sul divano creando non pochi problemi ai commessi. Una Casa di Riposo.
 
La descrizione della vita da parlamentare è lunga, come già abbiamo avuto modo di dire, leggerla direttamente su Libero è assai più istruttiva e piacevole dal punto di vista linguistico e letterario, forse un po’ meno per la nostra psiche che già così ci vede molto, ma molto inca…..
 
Vero è che non sono reati penali, né civili, ma tocca l’etica morale e la nostra fiducia nelle istituzioni. La mancanza di rispetto delle funzioni per le quali sono chiamati, lo sperpero delle nostre risorse, l’assenza di consapevolezza delle nostre difficoltà quotidiane, sono un pugno allo stomaco che si fa fatica a metabolizzare.
 
In questa campagna elettorale pochi o nessuno dice cosa taglierà per risparmiare le centinaia di milioni di euro che si precano inutilmente, che invece possono cambiare la vita a migliaia di cittadini in gravi difficoltà come mai in questi ultimi 20 anni.
Non è qualunquismo, non mi piace.
 
Dove si può tagliare lo sanno in molti, (ed io, che sono l’ultimo chiodo della carrozza, posso riempire una pagina intera di tagli, figuriamoci Voi ) occorre solo coraggio, la consapevolezza che siamo giunti ad un punto di non ritorno. Forza dunque, provateci almeno!  


(continua)

GIOVANI PENSIONATI

NOME                ETA’    Anni di contrib.    Pen.mensile lorda

Walter Veltroni     52         23                                   9.014
Vittorio Sgarbi      56         20                                   8.455
Marco Taradash  58         18                                   7.709
Giancarlo Abete   57        15                                   6.590
Alfonso Gianni     58        15                                   6.590
Maura Cossutta   57         10                                  4.725
Tiziana Parenti     57         10                                  4.725

(dati pubblicati da Libero il 20/marzo/2008 a pag.8 – Il giornalista Salvatore Dama sviluppa con dovizia di particolari il fenomeno del pensionamento anticipato)     
 

 
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