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DEPUTATO PENTITO SI CONFESSA/2
Scritto da Dino Chiruzzi   
Uno si chiede: cosa fa il parlamentare e dove vive quando non è in Aula, in commissione o al ristorante? Occorre un luogo per scrivere, pensare, ricevere persone e per una pennichella tra il pranzo e la cena. Ecco la soluzione.
Lo Stato con 30 milioni di euro l’anno affitta un edificio di 600 mila mq. e lo destina ad uffici per i nostri parlamentari.
Sorvoliamo le baruffe che fanno per ottenere il miglior alloggio, perché i nostri hanno le loro fisime oltre che le loro necessità personali.
Quello del nostro pentito On.le Roberto Poletti (già presentato nel precedente articolo) è al terzo piano, n. 321. Enorme. Con due scrivanie, due computer, telefono, fax stampante, televisore, frigorifero, tre grandi armadi, poltroncine (comode) e una finestra sul cortile.
Cancelleria in quantità industriale. Non manca nulla: carta di ogni tipo, buste di tutte le dimensioni. Lui, che è dei Verdi, si vergogna (un po’) pensando a quanti boschi sono stati distrutti per produrre tutta quella roba, facendo un rapido calcolo di quello che lui ha per il numero dei suoi colleghi.
Ma questi uffici sono davvero usati da tutti? Giammai!
E’ solo il bisogno di apparire, di esercitare il potere del possesso territoriale, come tutti gli animali che segnano il loro territorio.
I portaborse? Fanno parte della dotazione del deputato, che per svolgere al meglio il suo mandato, ha il collaboratore personale (così si chiama).
Quasi sempre pagati in nero,(come abbiamo avuto modo di sapere grazie alle Iene) o per stipendiare parenti, amici e conoscenti. In pratica, fatto salvo qualche rara eccezione, non servono a nulla se non a foraggiare amicizie e clientele.
Una chicca. Non manca neanche il timbro autoinchiostrante con il titolo: “On.le Roberto Poletti”. Evvai!
A Natale una comunicazione di servizio: “Caro Collega, abbiamo il piacere di comunicarti che per le prossime festività natalizie potrai, come di consueto, richiedere la dotazione annuale a te spettante di n. 100 biglietti mediovalis a colori e n. 100 biglietti mediovalis color seppia.
Il giornalista Poletti scopre che, nel caso la dotazione non fosse di suo gradimento, potrà spendere 800 euro, nell’anno, e farsi stampare qualsiasi cosa.
Poteva mancare l’agenda? Cero che no! Non una, ma quattro.
Una, personale, in pelle, una da tavolo per la scrivania e due piccole in pelle da portare con sé.
LE  SEDUTE IN COMMISSIONE
Le Commissione parlamentari sono dei mini parlamentini, composta da tutti i partiti in proporzione della forza di ciascuno.
Le Commissioni permanenti, 14 in tutto, servono a preparare progetti di legge su argomenti specifici, per poi sottoporli al voto dell’Aula.
Le commissioni “bicamerali”, ossia formati da Deputati e Senatori, che trattano vicende di “interesse pubblico” e hanno poteri anche giudiziari, sono sempre richieste da tutte le parti politiche per essere utilizzate per darsi addosso l’un l’altro.
Si può essere membri in più commissioni, e spesso accade che le commissioni si riuniscano nello stesso tempo, con il risultato che l’assenza da qualche parte è assicurata. Naturalmente al parlamentare va una maggiorazione di stipendio per il lavoro supplitivo.
Poletti, tra il serio e il faceto, racconta con dovizia di particolari ciò che i parlamentari fanno, riflettendo con onestà se tutto ciò è realmente produttivo, utile, indispensabile. La sintesi è questa. “ Riassumendo: come votare lo decide il partito, il resto (inteso come documentazione e organizzazioni varie) se lo vedono gli uffici. A te non resta che alzare la mano e passare le carte. Datemi pure del disfattista, ma dopo un po’ non ci sono più andato. Perché è proprio la consapevolezza della tua completa inutilità, che ti distrugge ….. sei un dito che schiaccia un bottone, se ci sei, altrimenti lo farà un altro per te.”
Che dire?

(continua)

Da Libero del 19 marzo 2008 prendiamo la classifica dei redditi dei Ministri desunti dalla loro dichiarazione del reddito imponibile.

1) Tommaso Padoa Schioppa        552.211
2) Giuliano Amato                           414.220
3) Clemente Mastella                      312.378
4) Linda Lanzillotta                         306.408
5) Luigi Scotti                                  274.257
6) Paolo De Castro                         255.191
7) Arturo Parisi                               229.876
8) Luigi Nicolais                              228.333
9) Romano Prodi                            217.221
10) Giuseppe Fiorani                     190.347
11) Fabio Mussi                             184.963
12) Paolo Gentiloni                         178.496
13) Emma Bonino                           176.434
14) Antonio Di Pietro                      175.137
15) Alessandro Bianchi                 174.564
16) Alfonso Pecoraro Scanio        173.999
17) Massimo D’Alema                    166.989
18) Pier Luigi Bersani                     160.854
19) Giulio Santagata                       160.165
20) Giovanna Melandri                   160.084
21) Barbara Pollastrini                    159.835
22) Francesco Rutelli                     159.527
23) Rosy Bindi                                157.285
24) Vannino Chiti                            156.557
25) Cesare Damiano                       147.134
26) Paolo Ferrero                            127.001
27) Livia Turco                                119.150

Vincenzo Visco ha dichiarato         157.569

Vi prego di non commentare. Da parte mia c’è una sola considerazione: hanno tutti, forse, lo stesso commercialista.

(alla prossima)
 
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